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07.08.2026

Studente in carcere a Malta: il caso sarebbe collegato all’accoltellamento della prof di Trescore Balneario da parte di un 13enne

“Mio figlio, un 15enne italiano, è in isolamento da 70 giorni nel carcere minorile Coors a Malta. Le sue condizioni sono allarmanti”: questo lo sfogo di qualche giorno fa di un padre di un ragazzo italiano “arrestato il 25 maggio scorso dalle autorità maltesi”.

La madre del ragazzo si è sfogata oggi ai microfoni de Il Corriere della Sera: “L’ho visto in videochiamata. È molto provato e più passano i giorni più è abbattuto. Ora che può vedere la tv ha sentito quello che si dice di lui in Italia e ha sentito l’intervento del ministero degli Interni di Malta che lo crede coinvolto in tutte quelle accuse… Sa che la situazione è difficile e delicata. Si sente come se fosse già stato condannato. Mi ha detto ‘mamma, la mia vita ormai è finita’. Come può sentirsi una madre davanti a un figlio che pensa una cosa del genere?”.

“Se ha qualche responsabilità non saremo certo noi a negarla. È giusto che le persone paghino se commettono errori. Ma lui non è che un ragazzino. È finito nelle fauci di gruppi criminali che adescano bambini e adolescenti online, sulle piattaforme dei videogiochi. Giocano assieme a loro, usano il loro linguaggio, si guadagnano la loro fiducia e poi li portano su gruppi Telegram che diventano trappole. Inondano i loro cellulari di materiale vietato e alla fine li ricattano: la roba che hai sul telefonino è reato; se non fai quello che vogliamo noi, lo diciamo ai tuoi e alla polizia. Sono violenti, e quello che vogliono è violenza”.

La donna ha spiegato meglio cosa è successo: “In realtà la chiamata dell’allarme è arrivata da un tizio che stava in Inghilterra. Flavio, a evacuazione avvenuta, ha solo pubblicato una foto su Instagram con le parole ‘bomb threat‘, cioè allarme bomba, per provare che in effetti l’evacuazione c’era stata. Arrivare a lui non è stato difficile, e quando hanno controllato il suo telefonino hanno trovato tutto quel materiale orribile”.

“Noi siamo persone perbene, lavoratori, e lui è il nostro unico figlio, è sempre stato tranquillo, bravo a scuola. Siamo disperati per essere stati catapultati all’improvviso in questa storia”. Ecco cosa avrebbe detto il ragazzo alla madre: “Che non è colpa sua, che è stato minacciato, costretto, manipolato. Ha fatto quel post sull’allarme a scuola convinto che poi lo avrebbero lasciato in pace. In un certo senso mi sono detta: menomale che tutto è scoppiato quando l’azione richiesta a mio figlio era una cosa da niente. Tremo al pensiero che avrebbe potuto arrivare a far male a qualcuno. A Malta lui è il primo caso ma in Italia se ne contano già alcuni. Penso all’accoltellamento della prof nel Bergamasco... anche lì la Rete aveva manipolato la mente di un ragazzino. Io spero con tutto il cuore che la sua storia diventi un punto di partenza per aiutare altri ragazzini come lui e per mettere fine a questo sistema”.

“Avevamo notato negli ultimi mesi che lui si era molto chiuso. Proprio lui che ci abbracciava e baciava quando arrivavamo a casa, chiacchierava con noi, vedeva la televisione assieme a noi… All’improvviso è cambiato. Non era più lui, non dormiva più, era sempre attaccato al telefonino, specie di notte. Era sepolto vivo nella sua stanza e quando entravamo neanche ci guardava”, ha aggiunto.

“Abbiamo provato a ragionare con lui ma ci rispondeva sempre: va tutto bene, non vi preoccupate. Abbiamo anche chiesto: non è che sei finito in qualche casino online? E lui: no, no, è tutto a posto. Adesso so che aveva paura. Allora abbiamo chiesto aiuto a scuola, abbiamo cercato di capire se il problema fosse lì, e proprio il giorno dell’arresto avevamo un appuntamento per portarlo da una psicologa”.

Infine la donna ha risposto alle critiche apparse online: “Son quasi tutti contro di noi. Ho provato a rispondere a qualcuno che scriveva cose assurde ma ho capito che è fiato sprecato. A quella gente dico solo: anche se i vostri giudizi mi indignano non auguro a nessuno di voi di trovarsi, domani, nelle mie condizioni”.

La vicenda

Come riporta Il Quotidiano Nazionale l’arresto sarebbe scattato in seguito alle indagini per un allarme bomba lanciato all’interno di una scuola secondaria di Mosta, secondo quanto riportato da Malta Today all’epoca dei fatti.

Dopo la telefonata effettuata da una voce maschile, nell’istituto erano intervenute le forze di sicurezza per verificare la presenza di eventuali ordigni mentre gli studenti erano stati evacuati. Il giovanissimo era stato fermato dopo poche ore con l’accusa di procurato allarme.

A quanto pare la vicenda è più complicata di quanto si possa pensare. Come riporta Il Corriere della Sera, il 15enne sarebbe stato adescato online in una piattaforma di gaming. Come? Dei “predatori” gli avrebbero inviato immagini online orribili: si parla di pedopornografia, suprematismo, satanismo, nazismo. Poi lo avrebbero convinto di aver commesso un reato per il solo fatto di avere sul telefono quelle foto. Da qui il ricatto: “fai quello che ti chiediamo di fare o raccontiamo tutto alle forze dell’ordine”.

“Devi far scattare un allarme bomba nella tua scuola”, questo l’ordine perentorio, eseguito dal giovane, che vive da cinque anni a Malta. Potrebbe essere una bravata ma la polizia non ha lasciato correre. Sono bastate poche indagini per risalire a lui e al suo cellulare e il ragazzo viene arrestato. Lo hanno arrestato con nove capi di imputazione che includono procurato allarme, associazione in organizzazioni criminali e detenzione/diffusione di materiale pedopornografico. 

Le condizioni del ragazzo

“Nostro figlio per 4 giorni è stato detenuto in isolamento presso la divisione 6 del carcere per adulti, dove per il forte stress si è autolesionato. Trasferito presso il carcere minorile ha trascorso 35 giorni chiuso 22 ore al giorno, costretto a mangiare in piedi e per 3 giorni a nutrirsi con le mani perché nessuno si è preoccupato di fornirgli delle posate”, spiega il padre del 15enne, come riporta Il Messaggero.

La vicenda è attualmente all’esame delle competenti autorità giudiziarie maltesi e la prossima udienza calendarizzata per il 19 agosto.

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