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20.06.2026

Studente suicida a 15 anni, per i genitori la causa fu il bullismo subito a scuola: chiesto risarcimento danni al MIM

Sono passati quasi due anni da quando il giovane Leonardo Calcina, 15 anni, si uccise in un casolare di campagna a Senigallia, in provincia di Ancona. Una tragedia che secondo i genitori del ragazzo avrebbe sullo sfondo l’ombra del bullismo, e di una mancata vigilanza da parte delle istituzioni scolastiche. Da qui la richiesta di un risarcimento al ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso un’azione civile. Secondo fonti di stampa, la cifra si aggirerebbe intorno ai 700mila euro.

A detta dei genitori, scrive il Sole 24Ore, la scuola non intervenne nonostante i presunti atti persecutori e le umiliazioni subite dal ragazzo. “Da un anno e mezzo i genitori cercano di conoscere i veri motivi che lo hanno spinto a togliersi la vita”, si legge nell’articolo. “Un gesto legato, secondo la famiglia, ad atti di bullismo che sarebbero avvenuti nel contesto scolastico di un istituto professionale cittadino quando la scuola era iniziata da un mese. Da qui la causa intentata contro il ministero”.

Alla base dell’iniziativa, prosegue la testata, non c’è solo una questione di mancati controlli. “Secondo la famiglia ‘non sarebbero state adottate adeguate misure di prevenzione, vigilanza e protezione’. Sul fronte penale, i genitori si sono opposti tramite la loro legale alla richiesta di archiviazione: il gip del Tribunale per i minori di Ancona ha disposto nuovi accertamenti tecnici e il sequestro dei cellulari dei giovani coinvolti; si cercano, anche in chat e profili social, messaggi o altri elementi che possano confermare l’ipotesi di atti persecutori e istigazione al suicidio“.

I genitori di Leo e la loro avvocatessa, inoltre, hanno depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una disciplina unitaria del reato di bullismo. “La pdl prevede misure di tutela immediata, effettiva, a favore delle vittime, e mira a introdurre strumenti di recupero e reintegrazione sociale per i prevaricatori, con percorsi educativi e rieducativi che coinvolgano anche il nucleo familiare”.

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