Si parla ancora dello studente suicida in provincia di Latina a causa del bullismo. Sabato, 20 settembre, si è tenuta la fiaccolata in ricordo dell’adolescente. Il fratello del ragazzo, 42enne, ha rilasciato una intervista a La Repubblica in cui ha fatto alcune riflessioni.
Intanto ha parlato del paesino in cui viveva il 14enne: “È un paese difficile, da cui molti vanno via. Io sono tornato qui negli anni Novanta, dopo un periodo trascorso a Roma. Avevo più o meno l’età di Paolo, ero in terza media. E il bullismo era pane quotidiano, anche nei miei confronti”.
“La prevaricazione è rimasta la stessa, ma oggi, a differenza di allora, ci sono i regolamenti per affrontarla e le pratiche per superarla. E’ come se non lo sapesse nessuno, però. Le istituzioni non le applicano: controlli, sospensioni, ispezioni ministeriali, lo psicologo di sportello, un benedetto numero verde per segnalare i casi”, ha aggiunto.
E, in merito alle denunce che a quanto pare non avrebbero avuto seguito: “Credo sia vero che quelle richieste alla preside non siano mai arrivate. La dirigente era, ed è, di stanza nella sede centrale. Dovreste intervistare la vicepreside, la responsabile della succursale. Lei sì che sapeva, e non ha mai fatto arrivare la questione alla superiore. La vice non poteva non conoscere le segnalazioni fatte da mio padre. Credo che non sia voluta intervenire, abbia preferito togliersi un problema non affrontandolo. In questa storia c’è stata molta incapacità e molta svogliatezza”. Ovviamente si tratta, al momento, di semplici accuse. Le indagini permetteranno di capire se hanno fondamento o meno.
Molto spesso questi casi si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.
Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.
Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?
Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.
Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.