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Aggiornato il 18.09.2025
alle 18:00

Studente suicida, Valditara: “Seguo con grande attenzione il caso. Molti soggetti interni alla scuola sentiti dagli ispettori”

Sono iniziate le ispezioni nelle scuole frequentate dal ragazzo 14enne, Paolo, che si è tolto la vita qualche giorno fa, in casa, si pensa a causa del bullismo subito. C’è grande fermento attorno a questa storia. Gli ispettori si sono recati ieri, 16 settembre, nella scuola superiore da lui frequentata. Ora passeranno alle due scuole medie in cui è stato iscritto.

Nel frattempo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dato alcune anticipazioni: “Sto seguendo costantemente, con grande attenzione, il drammatico caso di Paolo, il ragazzo quattordicenne che si è tolto la vita a causa di ripetuti episodi di bullismo ai suoi danni. Ritengo doverosa una forte trasparenza per rendere edotta la collettività circa l’esito delle ispezioni ministeriali in corso”.

“Pubblico qui l’ultimo resoconto degli uffici preposti: ‘I due ispettori incaricati stanno facendo le audizioni di numerosi soggetti interni alla scuola e dei genitori. Inoltre, è in corso l’indagine penale per istigazione al suicidio e quindi questo non permette di avere accesso a tutte le fonti perché alcune sono anche secretate dall’indagine. La nostra ispezione si deve necessariamente collegare anche agli esiti dell’indagine penale’. L’impegno costante contro il bullismo è il pilastro per radicare la cultura del rispetto”, ha concluso.

“Nostro figlio avrà giustizia”

Durante l’ispezione, durata quattro ore e terminata intorno alle 21,30, c’era anche la responsabile di plesso. La dirigente scolastica è stata invece convocata dagli ispettori nella mattina, nella sede centrale dell’istituto.

“Nostro figlio avrà giustizia”, ha detto il papà di Paolo uscendo dalla scuola visibilmente scosso. L’ispezione continuerà in questi giorni anche nelle altre scuole. Sarà sentita anche la psicologa della scuola dove Paolo era stato qualche volta. “Alle scuole medie – hanno raccontato ancora i genitori – c’era un bullo che i professori proteggevano”. Tanto che Paolo era stato cambiato di scuola perché quel bullo lo aveva anche spintonato.

La famiglia ha consegnato i quaderni del primo anno di superiore in cui ci sarebbero delle note giudicate denigratorie dallo stesso studente. E poi le chat tra il padre di Paolo e le maestre della scuola elementare. Nel frattempo il cantante Nino D’Angelo, colpito dalla storia proprio perché il suo nome era usato per insultare il ragazzo, ha scritto: “Perdonaci Paolo se non abbiamo saputo aiutarti e scusami se ti hanno dato il mio nome”.

La dirigente scolastica nega le denunce

Il fratello di Paolo spiega: “Siamo stati ascoltati per capire più nel dettaglio cosa sta succedendo, oltre alla tragica decisione e all’evento scatenante legato ad episodi di bullismo rispetto ai quali non è mai partito l’iter per proteggerlo”.

Poi, sulle parole della preside dell’istituto, che ha affermato che la scuola non ha mai ricevuto denunce da parte dei genitori dice: “Può essere che la preside non ne sappia nulla perché quella dove andava Paolo era una sede distaccata. Ma ci sono decine di chat e infinite discussioni in gruppi scolastici che dimostrano tutto, oltre a quaderni con note messe e firmate da insegnanti rispetto a chiare vessazioni”.

La madre del ragazzo, a Il Corriere della Sera, insiste: “Paolo andava bene a scuola, ma l’ambiente non era bello: troppa gentaglia. Insegnanti non capaci, compagni che lo bullizzavano. Paolo mi diceva che ogni volta che subiva un episodio i professori non placavano gli animi, non lo difendevano, urlavano come se fosse mio figlio dalla parte sbagliata. Mio figlio era maturo, aveva un lessico particolare, pacato ed educato. Cosa c’è di strano in questo?”.

“Stava sempre per conto suo, non si avvicinava perché ormai conosceva quelli che lo infastidivano. Loro gli prendevano lo zaino, gli davano i pugni sulla spalla e da lì partivano le baraonde. La vicepreside veniva in classe, minacciava la sospensione e basta”, ha concluso.

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