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01.09.2026

Le pluriclassi come laboratorio di innovazione per la formazione degli insegnanti

È stato pubblicato da Routledge, tra i principali editori accademici internazionali nell’ambito delle scienze umane e sociali, il volume Responsive Teacher Education: From Managing Crises to Building Resilience, a cura di Erika Kopp, Marta Kowalczuk-Walędziak e Anja Swennen.
Inserito nella ATEE Series, realizzata in collaborazione con la Association for Teacher Education in Europe (ATEE), il volume raccoglie contributi internazionali dedicati a una questione sempre più centrale per la ricerca educativa: come ripensare la formazione degli insegnanti affinché sia in grado non soltanto di rispondere a crisi e cambiamenti, ma anche di costruire resilienza e sostenere processi di trasformazione della scuola.

In questo quadro si inserisce il capitolo “School-making in Italy’s multigrade classrooms: Practices and problems”, firmato dalle ricercatrici Giuseppina Rita Jose Mangione e Laura Parigi, che porta nel dibattito internazionale il lavoro di ricerca condotto da INDIRE sulle pluriclassi, nell’ambito del Movimento Nazionale delle Piccole Scuole.
La pubblicazione rappresenta un riconoscimento significativo per la ricerca italiana sul campo e per un ambito di studio che consente di osservare da vicino alcune delle sfide più complesse della professione docente. Un ringraziamento va alle curatrici Erika Kopp, Marta Kowalczuk-Walędziak e Anja Swennen per aver accolto e valorizzato questo contributo, riconoscendo nello studio delle pluriclassi una prospettiva rilevante per la riflessione internazionale sulla formazione degli insegnanti.

Le pluriclassi, un osservatorio sulla complessità della scuola

Spesso considerate una realtà marginale rispetto al modello ordinario di organizzazione scolastica, le pluriclassi rappresentano in realtà un osservatorio privilegiato sulla complessità del lavoro docente.
In una stessa aula, infatti, l’insegnante si trova a lavorare contemporaneamente con alunni di età diverse, differenti livelli di apprendimento, tempi di lavoro e bisogni educativi. La necessità di organizzare questa eterogeneità rende particolarmente visibili questioni che, seppure con intensità diversa, riguardano l’intera scuola.

La ricerca pubblicata nel volume ha coinvolto 232 pluriclassi, di cui 179 nella scuola primaria e 53 nella scuola secondaria di primo grado. Dal confronto con i docenti sono emerse cinque principali aree di complessità: gestione della classe, progettazione del curricolo e delle lezioni, gestione del tempo, autonomia degli studenti e bisogni individuali di apprendimento.
Interessante è anche il rapporto tra esperienza professionale e percezione delle difficoltà. Gli insegnanti meno esperti richiamano più frequentemente le problematiche legate alla gestione della classe, mentre quelli con maggiore esperienza concentrano maggiormente l’attenzione sull’autonomia degli studenti.

L’autonomia non come requisito, ma come competenza da costruire

Proprio l’autonomia rappresenta uno degli aspetti pedagogicamente più delicati.
Nella pluriclasse, gli studenti devono poter lavorare in modo relativamente autonomo mentre l’insegnante segue un altro gruppo. La capacità di organizzare il proprio lavoro diventa quindi una condizione importante per il funzionamento quotidiano della classe.
La ricerca mette però in evidenza un possibile rischio: considerare l’autonomia come una caratteristica che l’alunno dovrebbe possedere già, anziché come una competenza da costruire attraverso precise strategie didattiche e un’adeguata mediazione dell’insegnante.
In questa prospettiva, l’autonomia non dovrebbe essere semplicemente una necessità organizzativa, ma diventare un vero e proprio obiettivo educativo.

Quando lo spazio diventa parte della didattica

Un’altra dimensione particolarmente significativa riguarda lo spazio scolastico.
Settantuno docenti coinvolti nella ricerca descrivono ambienti flessibili, riconfigurati in funzione delle attività e dei diversi gruppi di studenti. L’esperienza professionale sembra inoltre accompagnarsi a un progressivo ampliamento degli spazi utilizzati per l’apprendimento.
La ricerca rileva infatti che ricorre agli spazi esterni il 33% degli insegnanti con minore esperienza, il 63% di quelli con un’esperienza compresa tra cinque e quindici anni e l’87% di chi insegna in pluriclasse da oltre quindici anni.
Questi dati suggeriscono come l’esperienza possa modificare progressivamente il modo in cui l’insegnante interpreta e utilizza l’ambiente di apprendimento.

Dalle pluriclassi una lezione per tutta la scuola

Le pluriclassi mostrano quindi la necessità di una professionalità docente adattiva e orientata al design, capace di leggere il contesto, lavorare con l’eterogeneità, differenziare l’insegnamento, sostenere progressivamente l’autonomia degli studenti e ripensare l’organizzazione di tempi e ambienti.
La formazione iniziale e quella in servizio sono quindi chiamate a preparare gli insegnanti ad affrontare questa complessità, superando l’idea implicita della classe omogenea come riferimento principale della progettazione didattica.
In questo senso, la pluriclasse può essere considerata un vero e proprio “microcosmo di complessità pedagogica”. Al suo interno diventano particolarmente evidenti questioni che appartengono alla scuola nel suo insieme: la differenziazione didattica, l’autonomia degli studenti, l’organizzazione del tempo, l’uso pedagogico dello spazio e la capacità dell’insegnante di progettare a partire dalle caratteristiche concrete del contesto.

Un sapere professionale che dalle periferie può arrivare al centro

Studiare le pluriclassi non significa quindi soltanto individuare strategie per sostenerle. Significa anche osservare, in una situazione particolarmente evidente, come gli insegnanti affrontano l’eterogeneità e come progettano ambienti, tempi e attività per rendere possibile l’apprendimento di tutti.
In un sistema educativo chiamato sempre più spesso a confrontarsi con differenze, cambiamenti e nuove forme di complessità, l’esperienza delle pluriclassi offre dunque una prospettiva preziosa: quella di una scuola capace di adattarsi ai contesti, progettare a partire dai bisogni degli studenti e trasformare le condizioni di complessità in occasioni di innovazione pedagogica.

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