Le proteste degli studenti delle superiori in Francia diventano sempre più dure, tra scuole bloccate e tensioni con la polizia. In questo contesto, lo scrittore e insegnante Enrico Galiano rilancia una riflessione sul ruolo del divieto degli smartphone, esteso da settembre anche ai licei francesi, sul Libraio. L’ipotesi è provocatoria: non che il cellulare abbia causato direttamente le proteste, ma che la sua assenza possa aver spinto i ragazzi a osservare maggiormente ciò che accade intorno a loro.
A interrogarsi sul possibile legame tra il divieto del cellulare e la mobilitazione degli studenti è un professore di liceo della periferia parigina, citato da Galiano. Il docente ha parlato con i ragazzi che partecipano alle proteste e ha cercato di capire le ragioni della mobilitazione.
Le risposte degli studenti, racconta, sono diverse e non sempre riconducibili a un’unica causa: si parla di Palestina, mensa, condizioni degli edifici scolastici, mancanza di insegnanti, orari troppo lunghi e futuro. Da settembre, inoltre, l’uso dello smartphone è stato vietato anche nei licei, dopo essere già stato proibito nelle scuole e nei collèges.
Secondo Galiano, sarebbe però difficile sostenere che migliaia di studenti siano scesi in protesta semplicemente perché è stato tolto loro TikTok. Piuttosto, propone una domanda: “E se, alzando finalmente gli occhi dal feed, quei ragazzi avessero cominciato semplicemente a guardarsi intorno?”.
Nel suo intervento Galiano osserva che, senza smartphone, i ragazzi descritti dal docente francese sono diventati più vivaci, agitati e disordinati. Durante le pause, prima del divieto, molti restavano concentrati sul proprio schermo, mentre ora sono costretti a confrontarsi maggiormente con ciò che accade nell’ambiente scolastico.
Da qui la proposta dell’insegnante e scrittore: “Sette giorni con il cellulare spento. Tutti”. Non soltanto gli studenti, ma anche insegnanti, genitori, dirigenti, giornalisti e politici, dentro e fuori dalla scuola. L’obiettivo, spiega, sarebbe capire cosa potrebbe accadere dopo il nervosismo iniziale, quando non sarebbe più possibile rifugiarsi continuamente nelle notifiche, nei video e nelle chat.