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08.09.2026
Aggiornato alle 16:16

Studenti, ormai solo il 9% non usa l’intelligenza artificiale: l’OCSE conferma l’uso regolare di chatbot tra i giovani

In Italia, il 47% degli studenti quindicenni sostiene di utilizzare chatbot IA come supporto all’apprendimento almeno una volta alla settimana: il dato non è particolarmente diverso da quello di altri Paesi, considerando che la media Ocse è del 46%.

Alto uso di IA per ricerche preliminari sui nuovi contenuti

Gli studenti ricorrono frequentemente all’IA anche per svolgere ricerche preliminari su nuovi contenuti da affrontare: in Italia questa prassi viene utilizzata dal 39% degli allievi, contro la media Ocse del 31%), ma anche per riassumere testi assegnati (Italia: 36%; media Ocse: 30%) e per elaborare bozze di testi per compiti di scrittura (Italia: 30%; media Ocse: 29%).    

La percentuale più significativa è però probabilmente quella di appena il 9% di studenti che ha dichiarato di non utilizzare mai o quasi mai chatbot IA per le attività scolastiche (contro una media Ocse del 14%).

I dati sono contenuti nel Rapporto Ocse Pisa diffuso martedì 8 settembre: uno studio davvero ampio, considerando che sono stati coinvolti nella valutazione 760.000 studenti, i quali hanno rappresentato circa 33 milioni di quindicenni frequentanti le scuole dei 91 paesi ed economie partecipanti al Rapporto.

Dallo studio emerge inoltre che in Italia, gli studenti trascorrono in media 2 ore al giorno utilizzando dispositivi digitali a scuola per attività di apprendimento, contro una media Ocse di 1,7 ore.

L’utilizzo di IA anche per lo svago

Gli stessi strumenti interattivi sono utilizzati da parte degli studenti anche durante le giornate scolastiche è dedicata ad attività non legate all’apprendimento: gli studenti in Italia hanno riferito di impiegare 1,5 ore al giorno nell’uso di dispositivi digitali a scuola per svago (contro la media Ocse pari a 1,1 ore).      

Molti dei nostri giovani sono anche consapevoli del fatto che l’uso esagerato, se non compulsivo, dei dispositivi elettronici interattivi è più dannoso che benefico: il 37% degli studenti italiani ha dichiarato che i propri compagni si distraggono spesso a causa dell’uso di dispositivi digitali durante la maggior parte o tutte le lezioni di scienze (media Ocse del 28%).

Occhio però alle “distrazioni digitali”

In media, nei paesi Ocse, gli studenti che hanno segnalato distrazioni digitali durante le lezioni di scienze ottengono punteggi inferiori di 11 punti in questa disciplina rispetto a coloro che non hanno segnalato queste distrazioni. In Italia, il divario è di 13 punti.

I dati conferma quindi il lato oscuro dell’utilizzo errato dell’IA. In alcuni Stati sono già passati alle contromisure. A New York, ad esempio, nei giorni scorsi è stato annunciato che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa è stato vietato ai 600 mila alunni frequentanti le scuole pubbliche.

Meno cellulare a scuola, più vantaggi per l’apprendimento

Una parte della Ricerca ha riguardato anche gli studenti che frequentano scuole in cui l’uso del cellulare non è consentito all’interno del loro istituto: ebbene, questi allievi dell’Ocse hanno una probabilità inferiore di circa il 13% di segnalare distrazioni digitali.,

Nel 2025, il 63% degli studenti in Italia frequentava scuole che adottavano questo divieto (media Ocse 49%), un dato in netto aumento rispetto al 2022, dovuto alla Circolare ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025, che ha esteso il divieto di usare il telefono cellulare all’interno degli istituti scolastici anche agli studenti delle scuole superiori, dopo il provvedimento analogo dell’anno precedente dedicato agli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e media.

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