Un’analisi elaborata dalla Gilda degli Insegnanti su dati ISTAT riferiti all’anno scolastico 2023/24, certifica che il sostegno scolastico in Italia è in piena emergenza.
Nell’arco di dieci anni gli alunni che necessitano di sostegno sono aumentati del 65% a livello nazionale, con punte del 146% nella scuola dell’infanzia. Nell’anno scolastico 2023/24 gli alunni certificati hanno raggiunto quota 359mila, pari al 4,5% del totale. A questi si aggiungono altri 688mila studenti con Bisogni Educativi Speciali che, pur non avendo diritto a un insegnante dedicato, necessitano di una didattica individualizzata: complessivamente oltre il 13% degli alunni italiani presenta difficoltà di apprendimento.
Le disabilità più diffuse riguardano la sfera intellettiva e i disturbi dello sviluppo psicologico, mentre le problematiche sensoriali e motorie rappresentano una minoranza. A fronte di questa crescita, le ore settimanali di sostegno assegnate ai singoli alunni sono però diminuite, con una media nazionale di 15,6 ore – insufficienti a coprire l’intero orario scolastico. Critica anche la situazione dei docenti non specializzati: uno su quattro (il 27% a livello nazionale, con punte superiori al 40% in regioni come Piemonte e Toscana) lavora su posti di sostegno senza aver conseguito la specializzazione, anche a causa di una distribuzione territoriale squilibrata dei percorsi TFA sostegno, concentrati soprattutto nelle università del Sud.
Infine, il dato forse più allarmante: oltre il 57% degli alunni con disabilità cambia insegnante di sostegno da un anno all’altro, rendendo di fatto impossibile la continuità educativa.