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Prima Ora | notizie del 26 agosto

25.08.2026

Tutela dei minori e class action contro Instagram, negli USA risarcimenti alle famiglie, in Italia vince la burocrazia: ecco perchè

Le class action contro i social network per la tutela dei minori contro i rischi da dipendenza? Non sono così semplici, anzi nel nostro Paese si perdono spesso nel nulla. A spiegarne i motivi l’edizione odierna di ‘ItaliaOggi’. I giudici non entrano nel merito perché ritengono di non avere giurisdizione, rinviando ai tribunali esteri dove hanno sede le Big Tech. Questi colossi però si avvalgono della sospensione dei processi in attesa che la Commissione UE chiuda procedimenti amministrativi di contestazione delle violazioni delle norme sui servizi digitali. E così le cause si perdono nella burocrazia, al contrario ad esempio degli USA dove privati e pubbliche amministrazioni hanno incassato risarcimenti milionari.

Un tentativo da parte di alcuni genitori insieme ad alcune associazioni di consumatori è stato fatto – segnala il quotidiano – al tribunale di Roma, contestando la normativa europea che impone di rivolgersi al giudice dello Stato in cui ha sede l’operatore citato in giudizio. Due le richieste di genitori e associazioni: l’adozione di un sistema di controllo e vigilanza efficace sull’iscrizione dei minori a Instagram e l’eliminazione di tutti i profili gestiti illegittimamente dai minori al di sotto dei 14 anni. Ma il tribunale di Roma ha bloccato l’azione di classe, perché come detto ha ritenuto che la questione non sia di competenza dei giudici italiani e bisogna rivolgersi al giudice dello Stato in cui ha sede l’operatore convenuto in giudizio.

Secondo l’ordinanza invece il consumatore può rivolgersi al giudice del proprio Paese quando è singolarmente e personalmente coinvolto in un giudizio. Oltre al danno la beffa, con la condanna di genitori ed enti al rimborso delle spese legali (oltre 10mila euro).

‘ItaliaOggi’ ricorda poi un altro aspetto preoccupante, sollevato dalle difese del social Instagram. Quest’ultimo ha sostenuto che qualsiasi causa contro i social che ha in oggetto il controllo dell’età di accesso sui social, deve essere sospesa perché si deve aspettare la decisione della Commissione Europea. L’art. 82 infatti stabilisce che i tribunali nazionali devono valutare se sospendere il procedimento in attesa della decisione della Commissione.  

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