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24.09.2026

Tutti gli istituti superiori si chiameranno licei, arriva la conferma: stop alla distinzione con i tecnici, la norma nel decreto scuola

Nel decreto scuola, presentato in Consiglio dei Ministri oggi, 24 settembre, alle 16:30, non ci sono solo provvedimenti relativi agli studenti stranieri, come il tetto del 30% e il divieto di burqa. C’è anche una norma che probabilmente rivoluzionerà la scuola italiana.

Tutte le scuole saranno licei

Tutte le scuole superiori, infatti, pare che si chiameranno licei: il decreto contiene infatti il cambio di denominazione degli istituti tecnici e professionali: anche loro si chiameranno licei.

Lo aveva anticipato Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, qualche giorno fa, ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Skuola.net, intervistato da Daniele Grassucci, in merito all’attualità scolastica e alle riforme della scuola.

Grassucci, tra i vari argomenti toccati, ha chiesto: “Avevi ipotizzato di cambiare nome agli istituti tecnici e professionali per chiamarli tutti ‘licei’. È una proposta ancora valida?”

“Presenterò una proposta in tal senso in un prossimo decreto legge. La scuola costituzionale deve dare pari dignità a tutti i percorsi formativi. Con la riforma del 4+2 vogliamo che non ci sia più distinzione di serie tra licei e istituti tecnici o professionali: tutti avranno pari dignità e valore formativo”, ha concluso Valditara, che aveva fatto un primo annuncio in tal senso lo scorso aprile.

Le parole di Meloni

Lo scorso 20 settembre, a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto la sua sulla norma in arrivo. “Va riconosciuto il valore di tutte le competenze: in Italia non deve esserci una scuola di serie A e una di serie B. I licei e gli istituti tecnici e professionali sono i pilastri di un sistema che cresce solo se si tiene insieme. Siamo eredi di grandi umanisti come Dante, Petrarca e Manzoni, ma anche di grandi scienziati come Volta, Fermi e Marconi: i ragazzi devono poter scegliere quale eredità raccogliere liberamente”.

“Licenzieremo presto la norma che introduce la denominazione di ‘liceo’ anche per gli istituti tecnico-professionali, per chiarire fin dal nome che sono scuole di pari valore. Inoltre, stiamo fissando una norma fondamentale sull’integrazione: se in una classe c’è un solo bambino che non parla italiano, riuscirà a imparare la lingua grazie ai compagni e ai professori; ma se i bambini che non capiscono la lingua diventano la maggioranza, quella non è più integrazione, è abbandono”.

Tensione tra il Colle e Palazzo Chigi

Pare ci sia stata tensione, soprattutto dopo le parole pronunciate, all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice il 21 settembre, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la risposta della premier Giorgia Meloni.

Anche Sergio Mattarella “redigeva circolari” che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi: sono passati più di 35 anni da quando il Capo dello Stato era ministro dell’Istruzione. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante ‘Porta a Porta’, su Rai Uno, ospite di Bruno Vespa per replicare al Presidente della Repubblica che aveva inveito contro le “scuole ghetto”, perché “la scuola deve stabilire legami, aiutare a rendere più sicure le comunità, a unire e non a lacerare”.

Come riporta Il Corriere della Sera, Mattarella avrebbe chiesto saggezza e buonsenso e il Governo avrebbe risposto con la promessa di deroghe. Il ministro Valditara ha confermato la tabella di marcia: “Sarà un decreto legge, perché urge intervenire da quest’anno e quindi entrerà direttamente in vigore”.

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