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Unicef: 320 scuole distrutte in Ucraina

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Ora scatta l’emergenza Ucraina: oltre alle mine, bombe, proiettili, feriti, e migliaia di uomini richiamati alle armi, donne, anziani e bambini lasciano le proprie case a migliaia, mentre tantissimi bambini e  bambine con le loro famiglie hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria.

A questa tragedia si assomma la notizia di bombardamenti a 320 scuole colpite durante queste tre settimane di conflitto. “Le scuole- dichiara il portavoce dell’Unicef Italia- come ospedali, asili, edifici civili, non dovrebbero essere un target così come i bambini e le bambine in fuga con i loro parenti. Il numero delle scuole colpite si va a sommare alle oltre 700 distrutte durante gli 8 anni di conflitto nel Donbass. Un numero impressionante. La crisi in Ucraina in queste ore inoltre è rappresentata anche da una grave crisi alimentare ed economica senza precedenti”.

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“Famiglie prive d’acqua, 650 mila persone senza gas e un milione senza elettricità, mentre l’Oms riporta che in Ucraina si registra quasi la metà di tutti gli attacchi contro strutture mediche commessi quest’anno in tutto il mondo: 43 su 89. Ci sono in totale 16 milioni di persone – aggiunge il portavoce Unicef Italia – che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, 3 milioni sono bambini sotto i 18 anni. Mancano cibo, acqua, beni essenziali e 2 milioni di madri e bambini sotto i 5 anni necessitano assistenza nutrizionale salva vita. L’interruzione dei mercati e delle catene di approvvigionamento alimentare avrà probabilmente un impatto significativo sulla sicurezza alimentare in Ucraina, con punti nevralgici in cui la crisi alimentare rischia di essere simile a quelle in Afghanistan, Etiopia, Siria e Yemen”.

“Nel quadro di un rigido inverno, con le temperature ben sotto lo zero, il confinamento nei rifugi, lo sfollamento e la fuga delle famiglie in tutto il paese aggravano drammaticamente i rischi di epidemie di polio e morbillo, di malattie respiratorie e di altra natura: la prevalenza di tubercolosi e Hiv in Ucraina è tra le più alte in tutta Europa, mentre l’epidemia di polio dello scorso anno nell’Ucraina occidentale ha evidenziato il rischio di malattie prevenibili da vaccino. Ci preoccupa la pandemia di Covid-19, non scomparsa con la guerra, con un aumento dei casi del 555% tra il 15 gennaio e il 25 febbraio e appena il 37% della popolazione vaccinata con 2 dosi, uno dei tassi più bassi in Europa”.