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Università, chi vuole fare il medico può provare con Enna. Anche se il Miur dice no

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Il Miur ha detto di no, ma presto ad Enna nascerà la facoltà di Medicina e Professioni sanitarie: gestita dall’Università romena Dunarea de Jos di Galati.

Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa tenuta il 3 ottobre, è stato Cesar Bichescu, direttore generale della facoltà di Medicina dell’ateneo di Galati che gestisce quella che lui stesso ha definito “un’estensione della università romena”.

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“Le iscrizioni sono ancora aperte – ha precisato l’ex senatore del Pd Vladimiro Crisafulli, amministratore delegato della Fondazione Proserpina, interfaccia dell’università romena di Enna – Abbiamo tutto pronto e in regola. Intanto partiremo per dimostrare che si può fare. Siamo certi che la gente capirà”.

All’incontro non ha partecipato nessun rappresentante dell’università di Enna Kore: ufficialmente l’operazione è intestata alla fondazione Proserpina, mentre pare che la Kore stia trattando con l’ateneo di Messina per aprire la facoltà di Medicina, questa tutta italiana, con sede a Caltanissetta. Al corso di laurea si accede con regolari test, che verranno corretti in tempo reale, ha precisato Bichescu, per dimostrare la trasparenza e la legalità dell’accesso a questa scuola.

“Questa volta – ha continuato Crisafulli – mi sono portato il documento che mi dà diritto all’apertura della estensione universitaria della facoltà ad Enna. Solo quelli che avranno conseguito l’attestato di lingua, certificato dal governo romeno, potranno accedere ai test (per Medicina quelli con punteggio più alto, per Professione sanitaria quelli con punteggio più basso). Lezioni di dieci ore al giorno si terranno nelle aule allestite al pian terra dell’ospedale Umberto I, dove si trovano anche i laboratori.

“In Romania – ha concluso Crisafulli – tutti i medici conseguono la specializzazione. Dunque chi si iscrive ad Enna poi potrà specializzarsi certamente nell’università romena o decidere di farlo in Italia. Gli standard che ci sono in Romania sono validi in tutta Europa”.

Si attende ora la risposta del Miur.

 

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