Prima Ora - Notizie del 12 giugno 2026

BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
12.06.2026

Università telematica Pegaso nell’occhio dei ciclone. Indagine della Procura di Napoli. Irregolarità finalizzate a “gonfiare” il numero degli iscritti

La Procura di Napoli ha avviato una vasta indagine che coinvolge oltre 4.200 iscrizioni ritenute irregolari presso l’Università Telematica Pegaso. L’inchiesta, per il momento, vede iscritte nel registro degli indagati 40 persone e riguarda corsi di formazione per educatori professionali socio-pedagogici, lauree, master e percorsi post-laurea. Tra i testimoni ascoltati dagli inquirenti figura anche la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, estranea ai fatti contestati.

L’indagine ha già portato a una serie di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche eseguite dalla Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli. Nel corso del procedimento sono inoltre stati adottati provvedimenti di sequestro, la cui legittimità è stata confermata in più occasioni dal Tribunale del Riesame.

Tra gli indagati compaiono persone che sono ai vertici dell’Ente; le ipotesi di reato formulate a vario titolo sono particolarmente gravi: associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altri reati contro la pubblica amministrazione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, le presunte irregolarità sarebbero state finalizzate ad aumentare la competitività dell’ateneo sul mercato dell’istruzione universitaria, ampliando il numero degli iscritti e incrementando i ricavi derivanti dall’offerta formativa.

La posizione dell’università

Fonti vicine all’Università Pegaso sottolineano che l’ateneo avrebbe avviato autonomamente un audit interno, dal quale sarebbe scaturita la presentazione di un esposto alle autorità competenti. Secondo questa ricostruzione, le anomalie riguarderebbero casi isolati, risalenti a diversi anni fa, riconducibili a un numero limitato di studenti che avrebbero presentato dichiarazioni non veritiere e ad alcuni ex dipendenti successivamente allontanati dall’istituzione.

L’università afferma pertanto di considerarsi parte lesa nel procedimento e ribadisce di aver adottato misure disciplinari e correttive una volta emerse le irregolarità.

Il dibattito sulle università telematiche

Sul caso è intervenuta anche Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, che ha accolto positivamente l’attività investigativa, sostenendo tuttavia la necessità di estendere i controlli all’intero comparto delle università telematiche a scopo di lucro. Secondo il sindacato, il rischio è che la ricerca di profitto possa favorire fenomeni di svalutazione dei percorsi formativi e trasformare alcuni atenei in semplici “titolifici”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate