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01.12.2025

Vacanze di Natale o sarebbe meglio chiamarle “Vacanze di fine anno”? Se ne parla in Francia

Gabriele Ferrante

Ci siamo, è appena cominciato il mese di dicembre e tra poco più di una settimana inizierà il conto alla rovescia che prelude alle tanto attese vacanze di Natale. Sì, esatto, si chiamano così da sempre, “vacanze di Natale” e a nessuno qui da noi in Italia verrebbe mai in mente di cambiare la loro denominazione.

In Francia invece sì, a qualcuno è venuto in mente e la polemica è esplosa: un sindacato di insegnanti della scuola primaria – tendenzialmente rivolto a sinistra – ha proposto di laicizzare i nomi delle vacanze scolastiche legate al Natale e alla festa di Tutti i Santi. Ricordiamo, a questo proposito, che a cavallo tra ottobre e novembre gli studenti francesi beneficiano di due settimane di vacanze, denominate appunto “vacances de la Toussaint”.

Ed è così che, qualche settimana fa, durante i lavori del Consiglio superiore dell’Educazione Nazionale, riunito per mettere mano al calendario scolastico del prossimo anno, i rappresentanti del sindacato Snuipp-FSU hanno proposto di modificare i nomi di quelle vacanze che farebbero troppo riferimento alla cristianità. “Per rispetto del principio di laicità”, sottolineano.

In Francia, occorre dirlo, la legge di separazione tra Stato e Chiesa cattolica risale al 1905 ed è considerata il fondamento della laicità. Piena libertà di culto per tutti, ma nessuna ingerenza della Chiesa negli affari dello Stato e nella vita dei cittadini, cosa alla quale i francesi tengono molto.

“Vacanze d’autunno” e “vacanze di fine anno” sono le alternative proposte dal sindacato alle classiche “vacanze di Tutti i Santi” e “vacanze di Natale”.

Secondo il quotidiano Le Figaro, l’emendamento proposto dallo Snuipp-FSU sarebbe stato bene accolto dal Consiglio superiore dell’Educazione Nazionale con 44 voti favorevoli e 7 contrari, ma non dal Ministero. Ricordiamo, infatti, che il Consiglio superiore è un organo consultivo e non può prendere decisioni vincolanti. Fonti ministeriali hanno informato il quotidiano francese che il cambio di denominazione della vacanze di Natale e di Tutti i Santi non è allo studio e che l’emendamento proposto al Consiglio superiore non è stato preso in considerazione.

La questione ha comunque suscitato una vera e propria polemica nel mondo della Scuola: un sindacato degli studenti di destra ha lanciato una petizione sul suo sito – che ha già raccolto più di ventimila firme – per contrastare il “tentativo di cancellare le radici cristiane e la storia del Paese.”

Dello stesso avviso è il coordinamento dei genitori di studenti iscritti nelle scuole parificate, secondo i quali Natale e Tutti i Santi esistono da decenni e fanno parte del patrimonio laico della nazione.

Il ministro dell’Interno, dal canto suo, ha dichiarato che Natale e Tutti i Santi non sono soltanto delle vacanze, ma dei punti di riferimento profondamente radicati nella storia della Francia e dell’Europa. Privare i bambini di tradizioni che fanno parte di un patrimonio condiviso, significherebbe rinunciare alla nostra memoria collettiva.

Come finirà? Nulla è escluso, tanto più che la Francia non è nuova a questi cambi di denominazione: fino al 1974, infatti, le attuali “Vacanze di Primavera” si chiamavano, guardate un po’, “Vacanze di Pasqua”…

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