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Vaccino anti Covid, presto a docenti e studenti per riaprire in sicurezza

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Ci sarà molto probabilmente un’accelerazione per vaccinare docenti e studenti (almeno quelli delle superiori). La richiesta è avanzata da più parti per riaprire le scuole in sicurezza. Alcune Regioni sollecitano una revisione delle priorità, e nel governo se ne sta parlando.

Erano stati per primi i sindacati della scuola a chiedere, all’unanimità, una “corsia preferenziale” affinché il personale della scuola potesse accedere ai vaccini anti Covid. Ma sono state le problematiche di questi giorni, connesse alla riapertura delle scuole, a sollecitare varie prese di posizione in tal senso.

Anticipo dei tempi per il personale scolastico. Il pressing delle Regioni

Il Piano di vaccinazione approvato dal Parlamento lo scorso 2 dicembre prevede 4 fasi, con tempistiche e cifre abbastanza indicative, perché tutto dipende dall’arrivo dei vaccini e dalla distribuzione. Il personale scolastico rientra ufficialmente nella fase 3, vale a dire da luglio a settembre, eccetto per i soggetti a rischio che rientrano nella fase 2, da aprile a giugno. Quindi gli effetti di contenimento del virus ricadrebbero nel prossimo anno scolastico e per adesso sarebbe impossibile parlare di riapertura continuativa e in sicurezza.

A fare pressing, per cambiare le priorità e anticipare il personale scolastico, sono le Regioni. Marche e Piemonte chiedono nella campagna vaccinale un’attenzione maggiore per il mondo della scuola: i docenti e gli studenti devono essere inseriti nella fase 2, subito dopo la prima riservata al personale sanitario, per consentire la ripresa dell’attività didattica in presenza e nella massima sicurezza. Sulla stessa linea Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità della Regione Puglia (fonte: Il Messaggero).

Il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini, già nella conferenza di fine anno, aveva lanciato l’idea: “Io non vedrei male che nella seconda tranche del piano vaccinale venisse inserita anche la categoria del personale scolastico nell’idea che le scuole non chiudano mai più nei prossimi mesi. Mi sono permesso di suggerire, e ne ho parlato con il ministro Boccia, che si prenda in considerazione anche il personale scolastico”.

Il governo, a quanto pare, non rimane sordo a tutte queste sollecitazioni. L’idea, cui sta lavorando il ministro per le Regioni, Francesco Boccia, è di ottenere in primo luogo la necessaria modifica del Piano vaccinale in Parlamento, e quindi di inserire gli operatori della scuola subito dopo gli anziani over 80, ma prima dei 60-70enni. Il che vorrebbe dire iniziare con la profilassi anti Covid di docenti, non docenti e alunni già da marzo o al più tardi aprile. I governatori apprezzano, ma premono perché i tempi siano i più stretti possibili, se si vuole incidere realmente sulla riapertura (fonte: Il Messaggero).

Strategico vaccinare anche gli studenti delle superiori, dai 16 anni in su

Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, in una intervista a Repubblica, commenta i risultati delle misure di contenimento prese da 23 dicembre. Riguardo alla riapertura delle scuole, pur dicendosi rispettoso delle decisioni del governo, ammette che avrebbe aspettato ancora 15-20 giorni per vedere i risultati delle azioni messe in campo: “Prima del 15 gennaio non siamo in grado di verificare se queste misure siano servite oppure no”. “Dobbiamo intervenire nei punti di snodo importanti, come la scuola” osserva. “Bisogna quanto prima vaccinare gli studenti delle superiori, tenendo conto che il vaccino Pfizer può essere inoculato dai 16 anni in su, il corpo docente e non docente. È un’azione strategica“.

E non manca di toccare il problema dei trasporti “D’altra parte abbiamo visto che laddove ci sono stati casi di positività tra i ragazzi, questo è avvenuto soprattutto tra gli studenti delle superiori che per andare a scuola usano i mezzi pubblici”.

I numeri

Sarebbero da vaccinare poco più di un milione di lavoratori fra docenti, non docenti e dirigenti. Gli studenti maggiori di 16 anni sono circa due milioni. In totale quindi potenzialmente 3 milioni, perché al momento il vaccino non è obbligatorio. Servono due dosi per ciascuno, una di richiamo. Al momento la disponibilità è di 470mila dosi di vaccino Pfizer a settimana.

Ce la faremo a inizio di aprile ad avere i 13 milioni di vaccinati previsti dal ministro Speranza a conclusione della fase 1 e ad inserire i 3 milioni della scuola?