BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
Aggiornato il 04.02.2026
alle 10:49

Valditara: 1 studente su 3 vuole programmi scolastici più vicini alle vicende contemporanee, ma occhio a non condizionarli

“Il 31,1% dei ragazzi vuole programmi scolastici più attinenti alle vicende contemporanee”: a dirlo è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo in video-collegamento alla presentazione dei risultati della prima indagine ‘Senso della scuola, senso del lavoro’, realizzata nell’ambito dell’Osservatorio Iride e svolta nella sala stampa alla Camera.

“Certamente – ha detto il numero uno del Mim – il tema anche del trattare ciò che accade è un tema che deve essere affrontato con grande profondità, con grande sensibilità e con grande attenzione. Perché è evidente che le vicende contemporanee devono essere sempre presentate in modo pluralista, così da rafforzare lo spirito critico dello studente”.

“Chiaro è – ha aggiunto il Ministro – che è sempre un messaggio didattico: deve essere sempre plurale e finalizzato a stimolare lo spirito critico ma, soprattutto quando si tratta di vicende contemporanee, bisogna fare sempre attenzione a far sì che non si scada mai in una dinamica che può essere in qualche modo di condizionamento dell’orientamento e della sensibilità degli giovani”, ha sottolineato Valditara.

Il ministro dell’Istruzione ha quindi detto che “tanti ragazzi vogliono conoscere i propri diritti e doveri: e noi abbiamo emanato le nuove linee guida sull’educazione civica. Inoltre il 34,7% vuole l’educazione affettiva e sessuale. Ma voglio sfatare tanti luoghi comuni perché c’è chi diffonde notizie dicendo che l’educazione affettiva manca, è un refrain. Ma non è vero. Noi abbiamo introdotto l’educazione affettiva, se si intende educare all’affetto, all’empatia, alle emozioni: è nei nuovi programmi e nelle nuove linee all’educazione civica”.

A proposito dei risultati dell’indagine realizzata nell’ambito dell’Osservatorio Iride, dal titolo “Senso della scuola, senso del lavoro“, che ha coinvolto oltre 25mila studenti, i relatori Maurizio Lupi, presidente Fondazione Costruiamo il Futuro Ets, Claudia Donati, direttrice di ricerca Censis e il segretario generale del Censis Giorgio De Rita, hanno detto che siamo di fronte a giovani “equilibristi che però se “cadono” rischiano di non avere una ‘rete di protezione’ adeguata, anche perché non hanno competenze che il mondo del lavoro e delle professioni cerca: inoltre, sembrano confusi sulle scelte accademiche o professionalizzanti per i percorsi post diploma. Di questo ne sono consapevoli, chiedono strumenti di orientamento e conoscenza”.      

Dallo studio nazionale risulta che il 71,7% dei giovani ritiene che la scuola che sta frequentando o ha frequentato fornisce una preparazione molto o abbastanza adeguata alle sfide che dovrà affrontare, non solo in ambito lavorativo: il 28,3% ritiene, invece che la scuola non li stia preparando o non li abbia preparati adeguatamente al futuro. Tra questi ultimi, il 74,6% pensa che la vita vera è fuori dalle mura scolastiche, il 54,5% che la scuola è noiosa, il 67,6% che è troppo competitiva. I

“Dalle risposte, e quindi dallo sguardo dei ragazzi, emerge chiaramente che sono tutt’altro che ‘bamboccioni’ o generazione senza idee o valori. Non sono affatto rassegnati, desiderano costruire cose utili per loro e per gli altri, chiedono strumenti educativi adeguati e domandano fiducia”, ha detto Gabriele Toccafondi, direttore Osservatorio Iride alla presentazione dell’indagine.    

Alla domanda: “Quali sono le cose importanti per il tuo futuro?”, i ragazzi rispondono: vorrei avere un lavoro che amo (90%), vivere con la persona che amo (89%), vivere una vita soddisfacente (88%), avere successo nel lavoro (89%), riuscire a fare la differenza nel mondo, impegnarmi per cambiare le cose (74%), avere figli (70%).

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate