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19.10.2026
Aggiornato alle 18:11

Valditara a Milano ringrazia le forze dell’ordine dopo gli scontri, la FLC CGIL: “Ascolti la scuola invece di denigrarla”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è andato a Milano per ringraziare le forze dell’ordine dopo gli scontri e le devastazioni dei giorni scorsi. Il 19 ottobre, la segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha replicato alle ultime dichiarazioni del ministro sulle proteste.

Il ringraziamento alle forze dell’ordine

Valditara ha spiegato di aver voluto portare di persona il proprio saluto e la propria riconoscenza alle forze dell’ordine per “la difficile situazione che hanno dovuto affrontare e gestire in questi giorni”. Secondo il ministro, gli agenti hanno contrastato “la violenza e la devastazione attuate da gruppi di giovani delinquenti nelle principali città italiane”. Il messaggio si chiude con un ringraziamento “per tutto ciò che avete fatto e continuerete a fare, con dedizione e coraggio”, per tutelare e proteggere il Paese.

La replica della FLC CGIL

Per Fracassi, il ministro “confonde deliberatamente la violenza” con la legittima protesta di studenti, lavoratori e cittadini che scendono in piazza per difendere l’istruzione pubblica. La segretaria generale precisa che il sindacato è sempre stato e sempre sarà “apertamente e nettamente distante” dalla violenza. Definisce poi “un goffo tentativo di spostare l’attenzione” l’accusa rivolta al sindacato di mancare di democrazia, che a suo avviso distoglie dai problemi che “soffocano la scuola italiana”. Democrazia, sostiene, non significa silenziare il dissenso o limitarsi alla formalità di consultazioni mirate, mentre mancherebbero risposte all’inflazione che erode gli stipendi.

Le critiche sulle politiche per la scuola

La FLC CGIL contesta anche la precarizzazione del personale, la spinta all’autonomia differenziata e quella che definisce una visione autoritaria. Sui fondi del PNRR per l’edilizia scolastica, Fracassi osserva che sono risorse europee straordinarie e non possono mascherare i mancati investimenti che, a suo avviso, anche questo Governo continua a perpetrare. Chiedere di invertire le priorità della spesa pubblica, dando precedenza a istruzione e formazione più che all’aumento delle spese militari, è, a suo giudizio, «una posizione politica legittima, civile e condivisa da milioni di persone». Il richiamo alle mobilitazioni francesi riguarda, secondo la segretaria, la difesa dei diritti sociali. La piazza pacifica è per lei “un polmone di democrazia, non di demagogia”: il ministro, conclude, ascolti “la voce reale delle comunità scolastiche invece di denigrarle”.

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