Per migliaia di famiglie italiane, la chiusura delle scuole rappresenta ogni anno una vera e propria emergenza organizzativa, aggravata dalla carenza di strutture sportive, ricreative e culturali gratuite per i più giovani. Un problema strutturale che ha spinto l’Emilia-Romagna ad anticipare l’avvio delle lezioni al 31 agosto e che sta convincendo altre città, come Genova, a seguire la stessa strada. C’è anche chi va oltre e propone una revisione complessiva del calendario scolastico, distribuendo le vacanze lungo tutto l’anno: una misura che, secondo molti osservatori, gioverebbero alla salute dei docenti, all’apprendimento degli studenti e all’organizzazione delle famiglie. Non mancano però le voci contrarie.
Di tutto questo si è parlato nella nuova puntata di Scuola Talk, la trasmissione di approfondimento settimanale de La Tecnica della Scuola, con una diretta video. Ospiti del dibattito Sara Malnerich e Francesca Fiore, note online come Mammadimerda e Chiara Palù, dirigente dell’istituto comprensivo “Micheli” di Parma. Al centro della discussione i dati, gli aspetti normativi e i risultati di un sondaggio esclusivo condotto su oltre 400 tra docenti, dirigenti e famiglie. Da non perdere.
Ecco cosa hanno detto le due scrittrici: “Il calendario attuale non risponde più alle esigenze della nostra società, poiché è stato pensato un secolo fa. Oggi le famiglie vivono in modo molto diverso e i genitori lavorano entrambi; prevedere oltre tre mesi di chiusura continuativi è faticoso per le famiglie, ma anche per i bambini e i ragazzi, che non hanno praticamente pause durante l’anno. Hanno un calendario molto denso durante l’attività scolastica e poi un vuoto totale per oltre tre mesi. Non c’è solo una motivazione legata alla fatica dei genitori, ma anche al benessere dei ragazzi”.
E aggiungono: “La proposta che abbiamo fatto con WeWorld, che ha raccolto circa 80.000 firme ed è quindi abbastanza condivisa, chiede di ridistribuire questi giorni di chiusura estiva. Non chiediamo di allungare la frequenza – i giorni di didattica dovrebbero rimanere gli stessi, ovvero 200 – ma chiediamo che vengano redistribuiti durante l’anno. Ogni volta che le scuole sospendono l’attività didattica e gli insegnanti vanno in ferie, le scuole dovrebbero rimanere aperte e presidiate dal terzo settore per offrire attività formative e culturali ai ragazzi che non possono permettersi vacanze lunghe. La scuola è il posto migliore in cui i nostri figli possano stare. Spesso ci dicono che ‘la scuola non è un parcheggio’; sarebbe preoccupante se lo fosse. Il vero ‘parcheggio’ è tenerli sul divano davanti alla TV per mancanza di alternative; mandarli in un luogo predisposto dove stare con i coetanei e fare attività formative è, per noi, il migliore dei mondi possibili”.