Dopo tre casi di docenti feriti a coltellate da propri alunni nel 2026, a Trescore Balneario, Trapani e Roma, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, indica, in un’intervista al Messaggero, alcuni punti fermi per spezzare la catena di violenza: “Attenzione massima delle famiglie, educazione al rispetto da parte della scuola, docenti autorevoli, limiti di età per i minori sui social. E, laddove è necessario, metal detector all’ingresso degli istituti”.
“L’impatto è notevole, gli studi internazionali rilevano che la rete aumenta il tasso di violenza tra i giovani” spiega il ministro, sottolineando come sul dark web “brutalità e violenze sono fuori controllo”. I buoni insegnamenti della scuola, aggiunge, rischiano di perdersi “quando ci sono ragazzini iscritti a canali dove si istiga alla violenza e al suicidio, come accaduto a Trapani e Caserta”.
Valditara ricorda due casi: un alunno di undici anni che, con una GoPro in testa, si è presentato a scuola con due coltelli tentando di colpire un professore, venendo poi insultato sui social per non essere riuscito nell’intento; e una dodicenne di Caserta che si è tolta la vita dopo aver visto video sul dark web che insegnavano come farlo. “In entrambe le vicende i social hanno avuto un ruolo determinante” afferma il ministro, annunciando l’avvio di un supporto psicologico per gli studenti di terza media e dei primi due anni delle superiori, fascia segnalata dall’Ordine degli psicologi come la più delicata.
“Sì, ed è molto forte” risponde Valditara, spiegando che i casi più recenti condividono l’uso di GoPro e video diffusi in diretta: “L’autore della violenza vuole approvazione, è condizionato dal suo pubblico in rete, viene quasi incentivato a commettere il gesto”. Dopo un calo dell’81% delle aggressioni tra settembre e dicembre 2025, il fenomeno è tornato ad aumentare dopo i casi di Trescore e Trapani.
Sulla collaborazione dei genitori, il ministro invita a non abbandonare i figli allo smartphone e critica “una pedagogia permissiva” che ha reso padri e madri “sindacalisti del figlio”.
E, sull’argomento dei metal detector, ha dichiarato, come riporta Ansa: “Riguardo all’applicazione della circolare Piantedosi-Valditara sui controlli nelle scuole con metal detector, da febbraio a maggio 2026 sono stati effettuati 2.828 interventi che hanno riguardato 276 scuole su tutto il territorio nazionale con il sequestro di alcune decine di armi atte ad offendere, fra cui: coltelli, tirapugni, scimitarre, pistole ad aria compressa, sfollagente, machete”.
“Ora che si scopre che il 70% dei giovani è favorevole a controlli di questo tipo – aggiunge il ministro – si chieda piuttosto a quelle forze politiche che hanno contestato la misura come repressiva che cosa non si dovrebbe reprimere: il diritto di portare coltelli a scuola?”.