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Prima Ora | notizie del 26 agosto

26.08.2026

Valditara: proposte sulla scuola del tutto coerenti con la sua “filosofia” e con i programmi della sua coalizione: perché stupirsi?

Sulle decisioni politiche del ministro Valditara in materia scolastica si può essere d’accordo o in disaccordo, a secondo dei punti di vista, come è logico e lecito, ma non ci si può sorprendere o fare finta di sorprendersi, più di tanto.
Gli applausi riscossi nella giornata di martedì al Meeting di Rimini sono la normale espressione di consenso di coloro a piacciono le riesca anche a fare meglio e di più di quanto realizzato fino a questo momento.
Insomma, Valditara sta semplicemente cercando di portare a termine il programma della “sua” coalizione e di farlo nel miglior modo possibile; è normale, quindi, che il “suo” popolo si entusiasmi ascoltando proposte e slogan che, per molti altri, rappresentano invece un passo indietro di decenni.

Punti qualificanti: stranieri, revisione dei “programmi”, scuola paritaria

Quando Valditara afferma che con gli alunni stranieri si debba perseguire la logica della integrazione e della assimilazione e non quella dell’inclusione rivendica, legittimamente, una visione del rapporto fra culture diverse che è tipica di una certa parte politica.
Quando Valditara annuncia un aumento dei finanziamenti per la scuola paritaria non fa altro che cercare di applicare una misura che da sempre sta scritta nei programmi dei partiti dell’area del centro destra. E allora perché mai dovremmo stupirci o addirittura protestare?
In questo contesto vanno lette anche le decisioni del Ministro sulle Nuove Indicazioni, soprattutto quelle per il primo ciclo, la cui “filosofia, se ci riflettiamo un po’, è rivolta più alle famiglie e all’opinione pubblica che ai docenti.

Chi sa come funziona la scuola di base da 60 anni a questa parte, come chi scrive queste righe, sa benissimo che al di là dei programmi e delle circolari, gli insegnanti, in classe, hanno sempre fatto un po’ come preferiscono (e continueranno a farlo).
I proclami del Ministro sulle poesie a memoria, sul corsivo obbligatorio, o sulla lettura dell’Eneide o della storia dei Martiri di Belfiore servono più che altro ad avvalorare l’idea che si vuole tornare ad una scuola seria e attenta alla tradizione.
Tutto questo, però, non deve farci trascurare alcuni aspetti importanti.

Il principio di assimilazione

Per esempio, siamo proprio sicuri che nei confronti degli alunni stranieri debba valere il principio della assimilazione?
La Costituzione sembra escluderlo, e forse anche la storia è sempre andata in senso contrario.
Prendete un atlante geografico di 70-80 anni fa e mettetelo a confronto con le carte di oggi: sembra che descrivano mondi diversi. In realtà in mezzo ci sono stati, tra l’altro, i grandi movimenti di liberazione dei Paesi del Terzo Mondo, e non solo,
Il fatto è che la storia va avanti (talora anche per conto suo) e non sempre procede secondo i desideri di questo o quel Ministro.

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