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Aggiornato il 27.01.2026
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Valditara spera in futuri Giorgio Armani: sono fiducioso perchè abbiamo studenti e docenti geniali, avviciniamoli a made in Italy e 4+2

“Quando vado nelle scuole e vedo questa straordinaria genialità dei nostri giovani e dei loro insegnanti sono fiducioso del fatto che le grandi personalità, come Giorgio Armani ma tanti altri, possano riprodursi nel futuro”. Sono le parole del ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara durante una visita al Micam, rassegna internazionale dedicata al settore calzaturiero aperta a Fiera Milano, che ha ricordato il grandissimo stilista italiano venuto a mancare nei giorni scorsi all’età di 91 anni.

Valditara ha aggiunto che non bisogna mai dimenticarsi “della bellezza e della creatività delle competenze che appartengono alla scuola italiana: investiamo sempre di più nell’innovazione e nella capacità anche di entusiasmare i giovani e lo faremo proprio qui in Fiera”.

Il Ministro ha quindi incentivato famiglie e scuole a portare “i ragazzi, i bambini, a vedere come si sviluppa la produzione artigianale di una scarpa, una borsa, un mobile qualunque prodotto di quel made in Italy che è espressione di ingegno, creatività e lavoro avvicinando così i giovani alla cultura del bello e della creatività e del lavoro, perché questa è la scuola che noi vogliamo costruire insieme agli straordinari docenti che ringrazio tutti i giorni“.

Nell’ultimo biennio il Governo Meloni e il ministro Giuseppe Valditara hanno puntato forte sul liceo del Made in Italy: il nuovo percorso formativo superiore attraverso il quale rilanciare i prodotti nazionali, al quale il dicastero di Viale Trastevere ha anche dedicato nella sua piattaforma una sezione informativa specifica, tuttavia non è andato oltre un incremento di circa il 10% rispetto alle iscrizioni dello scorso anno.

Il numero uno del Mim ha quindi fatto riferimento ad un’altra novità introdotta dal Governo nel sistema formativo italiano, che infatti, a suo dire, sarebbe “considerato molto innovativo anche nel contesto internazionale tanto che molti Paesi sono molto interessati e stanno anche cominciando a, tra virgolette, studiare e sviluppare importare nei loro sistemi il percorso cosiddetto 4+2”.

“Nel decreto legge che abbiamo portato in consiglio dei ministri – ha ricordato – abbiamo reso obbligatorio il percorso del 4+2 che crea un legame molto stretto tra scuola e mondo del lavoro e dell’impresa. Inoltre, abbiamo anche cambiato il vecchio acronimo Pcto, percorso delle competenze trasversali e dell’orientamento, che dice tutto e niente, con Formazione scuola e lavoro“.

Riguardo alla nuova filiera tecnologico-professionale 4 + 2, quest’anno sono stati 5.449 gli alunni iscritti al primo anno di corso: corrisponde all’incirca dell’1% del totale, un risultato commentato positivamente dalla sottosegretaria Paola Frassinetti (“una realtà che si sta consolidando nel nostro sistema scolastico”), mentre per la Flc-Cgil rappresenta un sicuro flop, perché si è arrivati a realizzare una media di 8,6 alunni per classe” e “tenuto conto dell’investimento realizzato dal Ministero sulla filiera quadriennale, i risultati raggiunti suonano come la seconda grande bocciatura”.

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