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Aggiornato il 20.11.2025
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Valditara: “Stop ai cellulari anche a ricreazione. Educazione sessuale? Non è vietata, è stata fatta confusione”

Stop ai cellulari anche durante la ricreazione a scuola: questo l’invito del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, arrivato ieri, 19 novembre, a margine del Salone dello Studente a Roma. Lo riporta Il Corriere della Sera.

“Sugli smartphone ribadisco: niente cellulari in classe, ed è necessario evitarli anche nell’intervallo per recuperare socialità e relazioni. Gli studi sono concordi: l’uso precoce e intensivo di smartphone e social riduce i rendimenti scolastici, compromette lo sviluppo psico-emotivo e crea dipendenza. Non si può lasciare un bambino da solo con un cellulare, peggio ancora a navigare: i rischi sono enormi. Il no di un genitore in questo caso è un gesto di amore”, ha spiegato in una intervista a Italia Oggi.

Ddl consenso informato, Valditara ribadisce: “Fatta molta confusione”

Valditara ha chiesto ai dirigenti scolastici di non ridare il cellulare durante l’intervallo perché “serve una camera di decompressione, il telefono crea dipendenza”. Il numero uno di Viale Trastevere ha anche ripreso il tema dell’educazione sessuale.

“Sì all’educazione sessuale biologica, all’educazione affettiva e relazionale, no all’indottrinamento sulle teorie di genere: vogliamo difendere i bambini”, queste le sue parole. “È stata fatta molta confusione. C’è chi non ha letto cosa dice la legge sul consenso informato, o chi lo ha fatto ma ha voluto travisare i fatti per fare propaganda. L’educazione sessuale non è vietata. Dire che non si potrà più parlare di organi sessuali, riproduzione o malattie sessualmente trasmesse è falso: questi contenuti sono previsti nelle Indicazioni nazionali, alle medie e perfino alle elementari quando si studiano le funzioni del corpo umano. Tutto ciò che è nei programmi si insegna senza nessun consenso”, ha aggiunto.

Stop ai cellulari a scuola anche a ricreazione, in alcune scuole è già previsto

La circolare del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, emanata lo scorso giugno, che vieta l’uso del cellulare a scuola anche alla secondaria di secondo grado, in vigore dal 1° settembre 2025, ha “costretto” le varie scuole a emanare circolari e modificare i propri regolamenti, visto che molto si rimanda all’autonomia dei vari istituti.

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Le interviste ai dirigenti scolastici chiamati a stabilire le nuove regole

Abbiamo chiesto ad un campione di dirigenti scolastici, che in questi giorni stanno convocando il proprio corpo docente proprio per stabilire le nuove regole, cosa pensano del nuovo divieto e come hanno scelto di organizzarsi, quale linea stanno seguendo: armadietti sì o no? Note alla prima infrazione o solo rimproveri?

Le circolari già emanate e i casi particolari

Poi abbiamo cercato di fare un tuffo nelle varie circolari già emesse dalle scuole e in ciò che dicono gli aggiornamenti dei regolamenti d’istituto in merito al divieto di cellulare. Abbiamo scoperto molti aspetti che meritano una riflessione: ad esempio, in alcune scuole il divieto vige a ricreazione, in altri casi no; o, ancora, in alcuni istituti anche i docenti sono chiamati a dare l’esempio, mentre in altri questa questione non viene menzionata.

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Divieto di cellulare a scuola e custodia: cosa dice l’avvocato?

Poi c’è il tema della custodia dei cellulari, nel caso in cui debbano essere lasciati in armadietti, contenitori o mobiletti: cosa avviene quando uno studente affida un proprio bene personale alla scuola? Quali rischi, obblighi e responsabilità per gli istituti? Abbiamo sentito il parere del nostro esperto in materia, l’avvocato Dino Caudullo, che ci ha spiegato cosa dice la legge.

Divieto di cellulare a scuola, cosa dice la nuova circolare?

La circolare ha invitato le scuole ad aggiornare i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa prevedendo per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico anche a fini didattici, nonché specifiche sanzioni disciplinari per coloro che dovessero contravvenire a tale divieto.

Ma cosa stanno facendo le scuole? È infatti rimessa all’autonomia scolastica l’individuazione delle misure organizzative atte ad assicurare il rispetto del divieto. Ovviamente, l’uso del telefono cellulare sarà sempre ammesso nei casi in cui lo stesso sia previsto dal Piano educativo individualizzato o dal Piano didattico personalizzato come supporto rispettivamente agli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento o per motivate necessità personali. L’utilizzo del telefono cellulare rimane consentito qualora, sulla base del progetto formativo adottato dalla scuola, esso sia strettamente funzionale all’efficace svolgimento dell’attività didattica nell’ambito degli specifici indirizzi del settore tecnologico dell’istruzione tecnica dedicati all’informatica e alle telecomunicazioni.

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