Si è aperto il nuovo ciclo di valutazione della dirigenza scolastica, con la pubblicazione degli obiettivi per l’anno 2026/27 contenuti nel D.I. n. 1879/2026 del 7 agosto 2026. L’ANP, l’associazione nazionale dei presidi, chiede all’Amministrazione di intervenire subito. L’esperienza dello scorso anno, sostiene, ha mostrato che non basta conoscere obiettivi e indicatori: bisogna sapere fin dall’inizio da quali fonti e con quali criteri i dati saranno rilevati.
Nel ciclo appena concluso, secondo l’ANP, molti dirigenti hanno scoperto l’origine dei dati usati dalla piattaforma solo al momento dell’accesso, a maggio, quando l’anno scolastico era ormai finito e non c’era più margine per intervenire. Le difformità tra quanto realizzato dalle scuole e quanto rilevato dal sistema hanno richiesto integrazioni, evidenze e procedure di riesame che, per l’associazione, si sarebbero potute evitare. Una valutazione corretta, si legge, deve poggiare su regole conoscibili prima, non ricostruite dopo.
La prima riguarda la fonte dei dati: per ogni indicatore andrebbe indicata da subito la banca dati, la piattaforma o la sezione del PTOF, una sorta di “legenda”. Se la sezione del PTOF manca o non è chiaramente individuabile, va precisato dove e come inserire il dato, perché l’attività svolta non sfugga alla rilevazione per un problema di collocazione. La seconda riguarda i ritardi nei pagamenti delle fatture: l’indicatore deve essere calcolato sull’intero periodo, ponderando tutte le fatture, e non come media aritmetica di due trimestri, che darebbe lo stesso peso a trimestri con volumi di spesa anche molto diversi.
Il terzo punto è la nozione di sperimentazione ai sensi dell’articolo 11 del d.P.R. 275/1999: l’ANP chiede di chiarire se rientrino soltanto i progetti promossi o autorizzati dal Ministero o anche le attività di ricerca e sviluppo che le scuole realizzano in autonomia. Il quarto riguarda bullismo e cyberbullismo: occorre indicare come documentare le iniziative e in quale parte del PTOF riportarle.