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16.06.2026

Vannacci: “Scuola dura e selettiva, non tutti devono andare al liceo”. Sasso: “A settembre esporre striscione ‘Italia agli italiani'”

“La scuola deve essere dura e selettiva, deve tornare a fare la scuola e formare gli italiani di oggi e domani”: queste le parole di Roberto Vannacci pronunciate domenica 14 giugno all’assemblea costituente di Futuro Nazionale, come riportato da Il Corriere della Sera.

Vannacci: “Riportiamo il libretto di lavoro a 14 anni”

“Abbiamo bisogno di scuole professionali integrate con il sistema produttivo. Gli imprenditori mi dicono che quando gli studenti escono dalle scuole professionali non sanno fare un tubo”, ha aggiunto Vannacci. “Dobbiamo creare cittadini e professionisti. Non è vero che tutti devono andare al liceo, l’ho detto anche alle mie figlie, senza nessun problema. Fate quello per cui avete una passione, il falegname, l’agricoltore”.

Poi ha continuato a parlare anche di lavoro: “Chi non lavora non mangia. Lo diceva San Paolo, non un fascista. Si andava a lavorare a 14 anni e non mi sembra che siamo cresciuti male, non mi sembra che abbiamo subito vessazioni. Riportiamo il libretto di lavoro a 14 anni. Perché un ragazzo a 14 anni non può fare il cameriere o l’aiuto bagnino? Spiegatemi il perché, io non ci arrivo”.

“A settembre striscione e inno nazionale”

Nel corso dell’evento c’è stato anche spazio per un commento, da parte del deputato Rossano Sasso, da poco passato dalla Lega a Futuro Nazionale, sul caso dello striscione “l’Italia agli italiani” esposto in un liceo di Cesena.

“Chiediamo a settembre a tutti gli studenti delle scuole di esporre lo striscione ‘L’Italia agli italiani’ e di cantare l’inno di Mameli’’, queste le sue parole, riportate da Il Resto del Carlino.

Le parole di Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rilasciato una intervista a Il Tempo in cui ha parlato di vari temi, primo fra tutti il caso dello striscione con scritto “L’Italia agli italiani” comparso in un liceo di Cesena, i cui autori, studenti, sono stati puniti.

Ecco come ha commentato, mentre l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna ha appena chiesto chiarimenti al dirigente del liceo. “Con questo Governo e con me come Ministro dell’Istruzione e del Merito l’indottrinamento a scuola non è più tollerato”.

Per gli studenti è scattato il 6 in condotta e il compito di preparare una tesina riparatoria da presentare alla maturità. Tesina che implicherà una riflessione sulle leggi razziali e su un libro dal titolo “Gli africani siamo noi”.

“Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale ha chiesto alla scuola di motivare l’attinenza del contenuto dell’elaborato critico con il comportamento censurato. Vuole capire perché si è scelto proprio quell’argomento, ovvero una riflessione sul razzismo. L’elaborato deve essere riparatorio di un comportamento scorretto”. A me interessa se il contenuto dell’elaborato critico è riconducibile alla frase contenuta nello striscione appeso a scuola. In questo caso l’oggetto non sarebbe pertinente dal momento che ‘l’Italia agli italiani’ non è una affermazione razzista”.

“Ma c’è un altro aspetto da sottolineare. Quella frase è patrimonio della destra italiana moderna. L’hanno usata fra gli altri la Lega e Fratelli d’Italia. Pertanto sarebbe grave imporre una sanzione sulla base di quella frase. Sarà l’Ufficio scolastico regionale ad appurarlo”, ha spiegato.

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