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20.08.2026

Vannacci stupisce ancora: dopo le classi differenziali definisce San Paolo “camerata”. Chiesa irritata: le Sacre Scritture non si riducono a manifesto politico

Alla Chiesa non è piaciuta la frase di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, secondo cui San Paolo, l’apostolo delle genti, uno dei pilastri della storia cristiana, in realtà era un “camerata”. Alla protesta scritta di un raggruppamento di sacerdoti hanno fatto seguito le rimostranze di altri esponenti della Chiesa: undici sacerdoti aderenti alla Fondazione ‘Interesse Uomo‘ che opera tra Sicilia e Basilicata per il contrasto all’usura e al sovraindebitamento hanno così scritto all’ex generale che i sondaggi danno in continua crescita di consensi.

La replica all’ex generale

Le Sacre Scritture non si prestano a essere ridotte a un manifesto politico” è stata la risposta piccata, con tanto di “profondo dissenso e sconcerto”.

Nella lettera inviata al leader di Futuro Nazionale, viene espresso tutto il disappunto per l’avere sentito definire “l’apostolo Paolo come un camerata, richiamando un fantomatico principio economico paolino che troverebbe fondamento sulle parole dell’apostolo delle genti: ‘chi non vuol lavorare neppure mangi’, per giustificare l’abolizione o il forte ridimensionamento dei sussidi sociali”.

“Non ridurre il messaggio Paolino a mera disciplina di caserma”

Anche secondo il Movimento dei Cristiani Riformisti, “nelle sue esternazioni, il generale Vannacci compie un grave errore di valutazione: confonde l’esortazione del Santo a una vita spirituale e morale migliore con una sorta di rigido ordine militaresco. Ridurre il messaggio Paolino a una mera disciplina di caserma dimostra una totale mancanza di comprensione del testo sacro, o peggio ancora una totale ignoranza”, sottolinea il presidente Antonio Mazzocchi che conclude con una frase che parla da sola: “Scherzi con i fanti ma lasci stare i santi“.

Le precedenti repliche contro remigrazione e classi speciali

L’alzata di voce, tra l’altro, non è nemmeno del tutto nuova considerando che nelle scorse settimane c’era stata giù un’alzata di scuda di diverse diocesi, in quelle occasioni per opporsi ad altre affermazioni di Vannacci, come la remigrazione o il ritorno alla classi di scuola differenziali.

In particolare, il vescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, che alla vigilia della visita del Papa a Lampedusa del 4 luglio, aveva definito quel viaggio come “un messaggio contro la remigrazione” proposta dal generale e da altre forze politiche dell’estrema destra.

Dello stesso parere si sono si sono dette diverse altre diocesi. Per quanto riguarda il ritorno alle classi speciali, il numero due della Cei, mons. Francesco Savino, già un paio di anni fa si espresse contro la proposta di Roberto Vannacci, allora convinto leghista: “Queste idee ci riportano ai periodi più bui della nostra storia”, aveva commentato Savino.

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