Uno dei tanti casi di violenza sui docenti da parte di genitori sta avendo importanti risvolti giudiziari. L’episodio risale al dicembre 2024: uno studente del leccese, ammonito più volte per comportamenti scorretti, ha telefonato da scuola al padre dicendogli di andare a spaccare la faccia al professore.
Come riporta Il Corriere della Sera, il genitore, accompagnato dal figlio maggiore, non se lo è fatto dire due volte. L’uomo si è recato prontamente a scuola e ha aggredito verbalmente l’insegnante, che si è dovuto rifugiare in bagno e ha chiamato il 112.
Il docente è riuscito a lasciare la scuola scortato fino all’uscita della città, solo grazie all’intervento della polizia locale. Il giorno successivo, lo studente è rientrato a scuola come se nulla fosse, prima di essere sospeso nei giorni seguenti per due settimane a causa di un’altra lite con un compagno, per poi ritirarsi definitivamente dall’istituto.
Nei giorni scorsi, il padre e il figlio maggiore sono stati raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che precede la probabile richiesta di rinvio a giudizio. La Procura minorile, invece, ha già chiesto il processo per l’ex studente 16enne, con udienza preliminare fissata per l’11 maggio.
In un primo momento il padre si era detto disponibile a scusarsi, mentre il docente era pronto a ritirare la querela davanti a un gesto concreto di pentimento. Le scuse, però, non sono mai arrivate e la vicenda ha così seguito la strada giudiziaria.
All’epoca il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva telefonato al dirigente scolastico dell’istituto esprimendo solidarietà e promettendo misure più dure per punire chi aggredisce il personale scolastico.
Il decreto Sicurezza 2026 prevede un inasprimento delle sanzioni per le aggressioni ai presidi e ai docenti, che vengono di fatto equiparati al personale sanitario (e alle forze dell’ordine, per cui già vale).
Come riporta Italia Oggi, il decreto legge sicurezza, approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026, trasforma in un reato autonomo le lesioni a dirigenti e docenti e le punisce con la reclusione fino a cinque anni, se lievi, fino a dieci anni, se gravi, e fino a sedici anni, se gravissime. Il decreto, con una modifica all’articolo 380, comma 2, lettera a-ter, del codice di procedura penale, aggiunge che in caso di lesioni personali ai danni di un dirigente scolastico o a un membro del personale docente della scuola è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.