WhatsApp estende ai teenager gli strumenti di supervisione familiare. Meta ha annunciato una serie di controlli che genitori e figli adolescenti potranno configurare insieme, intervenendo su privacy, gruppi, Canali, Stato e accesso a Meta AI. Resta un limite: i genitori non potranno leggere messaggi e conversazioni.
Tra le novità c’è la possibilità di stabilire insieme ai figli, per esempio, chi può vedere le immagini del profilo e chi può aggiungerli ai gruppi. Se il ragazzo vorrà in seguito rendere meno restrittiva una delle impostazioni supervisionate, servirà l’approvazione dei genitori tramite un PIN da loro scelto. Un meccanismo già usato, in forme diverse, negli Account per teenager di Instagram.
I genitori potranno ricevere una notifica quando il figlio entra in un gruppo o lo lascia, oppure quando un gruppo di cui fa parte cresce sensibilmente. Si tratta di eventi legati all’attività dell’account: messaggi e chiamate restano protetti dalla crittografia end-to-end e accessibili solo a chi partecipa alla comunicazione. Un genitore saprà dunque che il figlio si è unito a un gruppo, ma non cosa vi si scrive.
Le famiglie potranno decidere come i ragazzi usano i Canali, quali contenuti vedono nello Stato e chi può visualizzare quelli da loro pubblicati. Per Meta AI sarà possibile scegliere tra l’esperienza predefinita «13+» e la modalità più restrittiva «Contenuti limitati». Secondo il Centro assistenza di WhatsApp, infatti, l’assistente può elaborare le informazioni che l’utente decide di inviargli, a differenza delle chat normali.
Le funzioni sono opzionali: ogni famiglia può attivarle, modificarle o disattivarle. A marzo WhatsApp aveva introdotto gli account supervisionati per i minori di 13 anni. Con il nuovo sistema Meta punta a una supervisione selettiva: maggiore intervento su impostazioni e funzioni, senza toccare le conversazioni personali.