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1° maggio, nella scuola precario 1 docente su 4: per Serafini (Snals) serve un piano straordinario di stabilizzazione per dare dignità a 200mila lavoratori

“Non è più rinviabile un piano straordinario di stabilizzazione che restituisca dignità a migliaia di lavoratori e garantisca continuità didattica agli studenti. La precarietà strutturale non può essere la normalità nel sistema scolastico”. L’ha detto Elvira Serafini, segretaria generale dello Snals-Confsal, intervenendo alla Giornata del lavoro “Lavoro è futuro”, organizzata dalla Confsal in Piazza del Plebiscito, in occasione della Festa dei Lavoratori. Secondo la sindacalista, non è possibile ripartire ogni anno con un numero di docenti e personale Ata precari pari ad un quarto della totalità dei dipendenti della scuola.

Serafini, scrive l’Adnkronos, ha richiamato l’attenzione sulle principali criticità della scuola italiana: “La scuola è al centro della formazione e rappresenta un presidio fondamentale per la crescita del Paese, perché – ha sottolineato la sindacalista – forma i professionisti di oggi e quelli di domani. Il nostro comparto è complesso e articolato: comprende Istruzione, Università, Ricerca e Alta formazione artistica e musicale”, che comprendo oltre 1,3 milioni di lavoratori, “accompagnando i giovani lungo tutto il percorso che va dalla scuola al mondo del lavoro. Per questo serve un impegno costante e concreto per garantire qualità, stabilità”, quindi immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili, “e prospettive a chi lavora nel sistema educativo”.

Serafini ha quindi posto l’accento sul rinnovo del contratto collettivo nazionale 2025/27, il cui confronto sulla parte normativa – dopo il via libera di inizio aprile su quella economica – partirà il prossimo 12 maggio.

“Siamo alla vigilia dell’apertura delle trattative: la parte economica – ha ricordato la leader dello Snals-Confsal – è stata assicurata, ma ora è fondamentale intervenire anche sulla parte normativa. È necessario aggiornare le regole, adeguandole ai cambiamenti sociali e alle nuove esigenze del mondo del lavoro”.

Il nostro sindacato, ha concluso, crede che “sia arrivato il momento di un vero cambiamento: servono norme più moderne, capaci di valorizzare il personale e rendere il sistema educativo più efficiente, inclusivo e in linea con le trasformazioni in atto”.

Alcuni giorni fa, intervistata dalla ‘Tecnica della Scuola’, Elvira Serafini si è soffermata sui temi su cui si concentrerà il confronto all’Aran da metà mese e ai quali il sindacato autonomo tiene particolarmente. L’obiettivo comune è chiudere il confronto entro la fine del 2026: “però ci devono essere degli ottimi risultati, altrimenti non si chiude”, ha sottolineato la sindacalista autonoma.

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