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A noi disabili la Magistratura ha garantito il diritto allo studio, e non solo

Dal professore Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della F.I.S.H., Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, riceviamo questo interessante contributo che volentieri pubblichiamo.

La campagna referendaria sulla separazione delle carriere era partita in termini molto corretti e civili e, soprattutto, con argomentazioni esclusivamente giuridiche. Purtroppo, a mano a mano si è perduto questo spirito di correttezza di lotta politica e si è passati a contrapporre i passaggi di personalità dall’uno all’altro campo, così ad esempio si è molto enfatizzata la dichiarazione di voto a favore del Sì dell’ex magistrato Di Pietro, passato dall’ambiente della magistratura allo schieramento in cui la magistratura cominciava ad essere denigrata. Così pure si è evidenziato il fatto che l’avvocato Coppi, famoso difensore di Berlusconi che voleva la separazione delle carriere, sia passato nel campo del No, dichiarandosi difensore dell’attuale assetto della magistratura.
Infine, nell’ultimo mese si è pervenuti a forme di denigrazione della magistratura che veramente un paese civile dovrebbe avere gli anticorpi per evitarla, pur ammettendosi legittimamente corrette critiche e dissensi, come di solito avviene con dei convegni o con delle pubblicazioni in cui la civiltà, grazie a Dio, è rispettata. Di fronte a questo imbastardimento della lotta politica, io che sono persona minorata della vista mi permetto di far osservare che per noi persone con disabilità la magistratura è stata storicamente uno dei tre poteri dello stato che più di tutti ci ha aiutato nella conquista e nel consolidamento dei nostri diritti, sanciti dal Parlamento, e che anzi talora ha stimolato l’approvazione di norme con delle proprie sentenze anticipatrici delle stesse.

Desidero dare alcuni esempi. Comincerei dalla famosa sentenza della Corte Costituzionale n. 215/1987 che ha sancito per la prima volta in modo definitivo l’esistenza del diritto costituzionalmente garantito alla frequenza di tutti i gradi di scuola, compreso finalmente anche quello delle scuole superiori. Anzi, sono stati i principi formulati in tale sentenza che hanno creato il terreno favorevole all’approvazione della legge quadro n. 104/1992, in cui è stato normato in modo ampio il diritto allo studio degli alunni con disabilità.

A proposito di tale diritto, ancora la Corte Costituzionale con la sentenza n. 80/2010 ha ulteriormente precisato il diritto ad avere l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione da parte degli enti locali, che non può essere negato con la motivazione che non vi sono disponibilità di bilancio.

Successivamente nel 2016 è stata ancora la Corte Costituzionale a dichiarare il diritto costituzionalmente garantito degli alunni con disabilità al trasporto gratuito a scuola, sempre da parte degli enti locali, che non può essere negato per motivi di bilancio.

Passando al Consiglio di Stato, la sentenza n. 2023/2017 ha confermato una sentenza del TAR Toscana che aveva condannato il Ministero dell’Istruzione, il quale aveva ridotto il numero di ore di sostegno richiesto nel Piano Educativo Individualizzato, affermando il principio secondo il quale il numero delle ore di sostegno indicato nel Piano Educativo Individualizzato non può essere ridotto da nessuno, neppure dall’Amministrazione scolastica, poiché i membri del Gruppo di Lavoro Operativo che formula detto Piano è composto da persone che, come i familiari, i docenti e i professionisti sociali e sanitari, sono le persone più vicine che possono conoscere meglio i problemi, e quindi i bisogni educativi, degli alunni con disabilità.

Ed ancora il Consiglio di Stato con la sentenza n. 9323/2020 ha affermato il diritto degli alunni con disabilità al trasporto gratuito da casa a scuola.

Queste che ho citato sono alcune delle numerose sentenze di legittimità, ma passando a quelle di merito, cioè dei giudici ordinari, civili ed amministrativi, il numero delle sentenze è numerosissimo. Così, come ultimo dato disponibilie, nel 2024 i tribunali italiani  complessivamente hanno pronunciato circa 400 sentenze sui diritti allo studio degli alunni con disabilità. Tale dato è segnalato dall’Ossevatorio Giuridico Permanente Human Hall sui diritti delle persone con disabilità (a cura di Giuseppe Arconzo in collaborazione con il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi – Ledha).

Consulta il Report dell’Osservatorio giuridico permanente Human Hall sui diritti delle persone con disabilità
(Per il 2025 i dati non sono ancora stati elaborati).

In presenza di questi dati inconfutabili decisamente favorevoli a garantire una migliore qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, io che mi occupo da almeno cinquant’anni di questi problemi non posso assolutamente accettare la denigrazione della magistratura, che purtroppo si farà ancora più intensa in questi giorni che precedono il voto, e con tutta serenità darò la mia fiducia confermando la mia stima nella magistratura e nella sua attuale regolamentazione costituzionale, rifiutando le modifiche proposte dalla legge costituzionale sottoposta a referendum.

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