Si costruisce una scuola che mette al centro l’ordine, la disciplina, l’obbedienza. Si prepara un clima: un clima in cui visitare una fiera delle armi, salire su un carro armato, ammirare le più sofisticate tecnologie di sterminio sembra una sorta di educazione civica rovesciata, una pedagogia distopica. Così alla guerra ci si abitua come a un fatto di natura: contro tutto questo occorre una mobilitazione politica sociale e civile per rivendicare una scuola che educhi alla pace, alla convivialità, al rispetto. In questo senso l’educazione sessuo-affettiva significa insegnare ai ragazzi a stare nel mondo senza il terrore dell’altro”. A dirlo è stato Nichi Vendola, presidente di Sinistra Italiana.
Parlando con un videomessaggio al convegno di Avs ‘Sconfiggere l’ignoranza – diritto al sapere, emancipazione, libertà’, svolto a Firenze, Vendola ha detto che soprattutto una la “questione che più” lo “inquieta: la lenta, metodica penetrazione della cultura militare nella scuola. E non voglio neppure evocare la relazione sempre esistita tra militarismo e sessismo, mi basta immaginare quanto un mondo in uniforme possa educare a un pensiero in uniforme, ma veniamo ai fatti”.
La denuncia del presidente di Avs non è una novità assoluta, almeno nella scuola: diverse associazioni e istituzioni pacifiste hanno più volte pubblicamente avvertito le scuole che, qualora dovessero ospitare militari o convegni che inneggiano a iniziative di tipo bellico verrebbero immediatamente denunciate.
Nel frattempo, tuttavia, va ricordato che nel 2027 “la spesa militare italiana previsionale supererà per la prima volta i 40 miliardi di euro, con una crescita di oltre 6 miliardi rispetto ai quasi 34 miliardi del 2026″, con l’incremento di spesa dedicata a questo ambito pari +18%.
Il “nuovo record storico” è contenuto nell’analisi delle tabelle della Legge di Bilancio 2027 condotta dall’osservatorio Milex, che ha realizzato anche un confronto diretto con il Bilancio per il 2026.
https://af702b53e9ff5f60467be4d4b932cbeb.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-45/html/container.html https://www.youtube.com/embed/pL5X2DiNZhw?feature=oembed L’aumento di spesa comporta anche una crescita del bilancio proprio del ministero della Difesa, che da solo raggiunge 38,8 miliardi, grazie ad un incremento di circa 6,4 miliardi rispetto ai 32,4 miliardi del 2026 e di 4,5 miliardi – lo 0,19% del Pil previsto nel Documento Programmatico di Bilancio – rispetto ai 34,3 miliardi del bilancio Difesa atteso a legislazione vigente: l’osservatorio sottolinea che oltre la metà dell’incremento si deve ai maggiori investimenti nell’acquisto di armamenti.