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A settembre in aula alternati e didattica a distanza, i sindacati contrari: “Non ha senso”

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Come si tornerà a scuola a settembre? Quello che è certo è che non sarà la scuola di sempre. Si seguiranno le lezioni per metà del tempo in classe e metà tramite didattica a distanza. Tutti insieme, senza doppi turni o divisioni, ma alternandosi nel restare a casa o andando in aula: chi resta a casa dovrà partecipare attraverso il computer alle lezioni in aula dove ci saranno docenti e il resto dei compagni. Il numero dei banchi sarà dimezzato.

Come la pensano i sindacati? Non sono per nulla convinti.

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Per la Cisl, tramite Annamaria Furlan e Maddalena Gissi, segretario nazionale Cisl e segretario nazionale Cisl Scuola, la turnazione e la didattica a distanza non hanno senso: “Pensano di tenere dei bambini davanti a un computer per 5 ore? Di fare ricorso a una modalità che amplifica i divari invece di ridurli? La ministra sa molto bene quanto costerebbe utilizzare invece degli insegnanti a tempo determinato per 10 mesi: solo per la scuola dell’infanzia e per la primaria costerebbe 3 miliardi a cui bisognerebbe poi aggiungere il personale Ata e tecnico. Dello stesso avviso anche il segretario generale della Flc-Cgil, Francesco Sinopoli: “Siamo in enorme ritardo nell’organizzazione dell’inizio del prossimo anno scolastico. Urgente definire un protocollo per il ritorno in sicurezza dei nostri figli e di tutti i lavoratori. Introdurre la didattica a distanza non basta a risolvere i problemi delle scuole”.

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