Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato, lo scorso 15 settembre, un importante decreto di riparto per l’assegnazione di 19 milioni aggiuntivi agli Uffici Scolastici Regionali per l’attivazione di incarichi temporanei di personale amministrativo, tecnico e ausiliario nell’anno scolastico 2026/2027 per sostenere le istituzioni scolastiche nell’ambito del processo di dimensionamento della rete scolastica.
Ci sono delle critiche: quattro regioni denunciano di essere state escluse dai fondi per le supplenze Ata. Come riporta RaiNews, in una nota gli assessori all’istruzione di Sardegna, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, Ilaria Portas, Isabella Conti, Alessandra Nardini e Fabio Barcaioli, parlano di “ritorsione”. La motivazione, spiegano gli assessori, risiederebbe nel non aver proceduto autonomamente al dimensionamento scolastico.
“Ma il dimensionamento è stato comunque realizzato, attraverso il commissariamento imposto dallo stesso Governo” sostengono, parlando di un paradosso evidente: “Le scuole sono state dimensionate, ma ora vengono private delle risorse necessarie per affrontare le conseguenze di quella riorganizzazione. Non esiste alcuna ragione legata al funzionamento degli istituti che possa giustificare questa scelta. Una supplenza Ata serve a garantire i servizi scolastici, non può diventare uno strumento per colpire un’amministrazione non allineata”.
“A farne le spese sono le scuole, con maggiori difficoltà nella vigilanza e nella tutela degli alunni, nei laboratori e nella gestione delle pratiche amministrative, e lo stesso personale Ata, i cui organici sono stati progressivamente e costantemente ridotti negli ultimi anni. Il Governo Meloni perde al Tar, perde politicamente e poi si comporta da bullo. Usa le risorse pubbliche per colpire le Regioni che non si piegano alle sue scelte. Noi non ci stiamo. Come Regioni ci stiamo già organizzando per mettere in campo tutte le iniziative necessarie a contrastare questa esclusione. Le risorse devono andare alle scuole che ne hanno bisogno, non soltanto a quelle amministrazioni che il Governo considera politicamente compiacenti”.
“Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato ai sindacati il decreto di riparto dei 19 milioni di euro per le supplenze temporanee del personale ATA, previsti dall’articolo 18 del DL 19 febbraio 2026. Le risorse andranno solo alle Regioni che hanno dimensionato autonomamente. Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna e Toscana restano fuori”. È quanto si legge in un nota della Federazione della Conoscenza.
Per la FLC CGIL: “È bullismo di Stato. Anche queste quattro Regioni hanno subito il dimensionamento, imposto per commissariamento. Escluderle dai fondi è una punizione politica che si scarica su scuole, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti. Il Ministero usa le risorse per le supplenze come strumento di ritorsione verso chi non si è piegato”.
“Chiediamo il ritiro dell’esclusione e l’estensione del riparto a tutte le Regioni, senza discriminazioni. Nel decreto, inoltre, devono essere previsti l’informativa sindacale a livello regionale prima dell’assegnazione alle scuole e l’utilizzo delle graduatorie d’istituto per le supplenze. Non accetteremo che la sicurezza e la funzionalità delle scuole vengano pregiudicate da provvedimenti che hanno tutta l’aria di ritorsioni politiche”. Conclude la nota.
Le risorse aggiuntive stanziate consentiranno l’attivazione di almeno 700 incarichi temporanei da assistente amministrativo – che possono aumentare in caso di collaboratori e operatori – assicurando una migliore organizzazione e funzionalità delle scuole, nell’ottica della garanzia del diritto allo studio degli studenti grazie a un supporto concreto a quelle scuole oggetto di dimensionamento.