Ancora uno studente in classe con un’arma da taglio: un ragazzo di sedici anni è andato in classe, a Firenze, con un coltello di ben trenta centimetri. Dal suo cellulare, inoltre, nella chat condivisa con gli altri alunni, sono emerse immagini di “estrema violenza, anche a sfondo sessuale”.
Per questo, come riporta La Nazione, la scuola ha deciso di sospenderlo, definendo il suo atteggiamento come una minaccia per “l’incolumità di tutti i componenti della comunità scolastica”. Il ragazzo, per fortuna, non ha usato l’arma, individuata nel suo zaino da docenti e compagni di classe.
Il giovane, quindi, verso metà marzo è stato allontanato dall’istituto fino al prossimo 10 giugno, ossia l’ultimo giorno di lezioni. Il provvedimento, il 1° aprile, è stato impugnato dai genitori del minore, che ne chiedevano la sospensione dell’efficacia. Il tribunale amministrativo regionale per la Toscana si è espresso, respingendolo e confermandone la correttezza perché “prevalente l’interesse alla incolumità della comunità scolastica”.
I genitori, dal canto loro, chiedevano di prendere in considerazione la possibile “compromissione dell’anno scolastico”, che la sospensione potrebbe provocare. Ma soprattutto la possibile “non ammissione allo scrutinio finale”, in quanto “solo consentendo al minore di tornare in classe sarà possibile permettergli di essere valutato in condizioni di effettiva parità con i compagni e dare concreta attuazione al suo diritto fondamentale all’istruzione e all’inclusione”. Stando a quanto trapela, il giovane sarebbe affetto da dei disturbi non meglio specificati e vittima di bullismo.
Per i giudici amministrativi, però, la richiesta non può essere accolta; in ogni caso la scuola, si legge nel dispositivo, in questo lasso di tempo è obbligata ad attivare percorsi di formazione e sostegno al ragazzo da remoto: sarebbero già stati organizzati “incontri online con i docenti di sostegno, per una media di due ore al giorno per svolgere attività di didattica, recupero, potenziamento, consegne varie e verifiche”. Il processo proseguirà poi a fine aprile.