Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto un’importante novità per il personale scolastico: una polizza sanitaria integrativa gratuita. La misura, volta a offrire maggiori tutele a docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e dipendenti del Ministero, ha fin da subito registrato un successo straordinario.
Al contempo, l’iniziativa ha sollevato critiche. Ecco l’opinione di Flc Cgil, come riportato da Italia Oggi: “Le risorse non sono aggiuntive e non vi è stato un reale confronto negoziale, con decisioni di fatto già prese a monte. Diversa sarebbe stata la nostra valutazione di fronte a finanziamenti extra-fondo per la scuola”.
In merito alle dichiarazioni diffuse dal sindacato sulla polizza sanitaria integrativa, il Mim ha voluto fornire dei chiarimenti con una nota.
Ecco cosa c’è scritto: “La polizza sanitaria per il personale scolastico è stata inizialmente finanziata con 65 milioni di euro annui per quattro anni, dal 2026 al 2029 per un totale di 260 milioni (articolo 14, comma 6 del decreto-legge 14 marzo 2025 n. 15).
15 milioni di euro annui dal 2026 al 2029 (per un totale di 60 milioni di euro in 4 anni) sono stati coperti con la tabella A del Ministero che, come noto, è il fondo che reca risorse aggiuntive, annualmente disposte dalla legge di bilancio, volte proprio a finanziare nuove misure disposte per via legislativa nel corso dell’esercizio finanziario.
Quanto ai restanti 50 milioni di euro annui per 4 anni si rappresenta quanto segue.
A fronte della scelta assunta dal Governo di inserire in un apposito provvedimento, da adottarsi nei primi mesi del 2025, le misure relative al personale pubblico, si è deciso di appostare contabilmente con la legge di bilancio per il 2025 le risorse destinate alla polizza sanitaria. Successivamente, con il DL 25 del 14 marzo 2025, la polizza sanitaria è stata introdotta per via legislativa.
Con la legge di bilancio per il 2025 (la n. 207 del 31 dicembre 2024) si è, dunque, provveduto ad anticipare la provvista della misura in parola incrementando capitoli che avessero una piena compatibilità, dal punto di vista contabile, rispetto a quelle da destinare alla polizza sanitaria.
Si aggiunge che al fine di estendere la polizza sanitaria anche al personale precario, si è intervenuti successivamente, con l’articolo 3, comma 4 del decreto-legge 9 settembre del 2025 n. 127, individuando ulteriori 15 milioni di euro annui nell’ambito delle economie determinatesi per effetto della misura volta a ridurre il numero dei commissari esterni dei rinnovati Esami di maturità.
Alla luce di quanto sopra, si ricava che a fronte dei 320 milioni di euro in 4 anni impiegati per l’introduzione della polizza sanitaria per il personale della scuola:
L’interesse del personale nei confronti del nuovo piano sanitario si è tradotto in un vero e proprio boom di richieste: in meno di tre giorni dal lancio del 10 settembre si sono registrate circa 250 mila adesioni. Un risultato numerico di rilievo che, secondo il Ministero, dimostra come il provvedimento risponda a un’esigenza concreta dei lavoratori della scuola. Contestualmente, il MIM ha respinto con fermezza le polemiche relative a ipotetici tagli ai capitoli di spesa degli istituti, assicurando che la copertura è sostenuta da fondi aggiuntivi dedicati al welfare e che il Fondo per il funzionamento delle scuole non ha subito alcuna riduzione.
Assieme alla grande adesione da parte del personale, vanno anche registrate le perplessità espresse da diversi addetti ai lavori sulla copertura delle prestazioni della polizza: sono stati sollevati dei dubbi, ad esempio sulla fruizione dell’assicurazione sanitaria gratuita, nella modalità cosiddetta “indiretta”, che sarebbe inaccessibile in presenza di struttura sanitarie nazionali all’interno della provincia di residenza.
La Tecnica della Scuola chiede ai propri lettori – attraverso un sondaggio online – cosa pensano di questa importante novità.
Per beneficiare della copertura è necessario presentare domanda, poiché l’adesione non è automatica. La finestra temporale ordinaria per inoltrare le richieste va dal 10 al 20 settembre. Il Ministero ha tuttavia previsto specifiche deroghe per garantire pari opportunità a tutto il personale: coloro che prenderanno servizio con contratti a tempo determinato o indeterminato dopo la data del 20 settembre, così come i dipendenti che rientreranno da periodi di aspettativa o congedo, avranno la possibilità di aderire al piano sanitario anche successivamente.
L’istanza si invia per via telematica accedendo all’area riservata del portale MIM con credenziali SPID, CIE o CNS, selezionando la voce relativa alle agevolazioni per il personale ed entrando nella piattaforma gestita con UniSalute. Prima di confermare l’adesione, il Ministero invita a consultare la guida ufficiale per verificare attentamente prestazioni garantite, massimali, franchigie ed eventuali scoperti. Una volta attivata, la polizza resta valida per l’intera durata del servizio prestato.