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01.08.2026

Stragi a scuola, la procura di Belgrado chiede la massima pena per i genitori dello studente che uccise dieci persone

Il tema delle stragi nelle scuole commesse dagli studenti resta al centro del dibattito, in particolare sul fronte delle responsabilità dei genitori. A poche ore dalla notizia della condanna negli Stati Uniti di Colin Gray– ritenuto colpevole di negligenza per avere acquistato un fucile AR-15 come regalo di Natale per il figlio Colt, che lo usò per freddare quattro persone nella sua scuola in Georgia – una notizia simile arriva dall’altra parte dell’Atlantico.

Precisamente da Belgrado, dove la Procura superiore, scrive Il Piccolo, “ha presentato un ricorso formale alla Corte d’Appello per chiedere la modifica della sentenza di primo grado nei confronti dei genitori di K. K., il ragazzo al tempo tredicenne che il 3 maggio del 2023 aprì il fuoco nella scuola elementare Vladislav Ribnikar” della capitale serbauccidendo nove studenti e una guardia giurata. Altre sei persone rimasero ferite”. Secondo l’accusa, la grave negligenza nella custodia delle armi e l’addestramento al tiro impartito al ragazzo dal padre furono determinanti per il massacro.

“Si trattò di una strage senza precedenti nella storia della Serbia“, ricorda il quotidiano di Trieste, “che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e modificato il dibattito nazionale sulla sicurezza e sulla responsabilità genitoriale. Il ricorso della Procura superioreche arriva dopo la nuova condannalo scorso giugno, dopo l’annullamento della prima sentenza, mira a ottenere l’applicazione della pena massima prevista dalla legge per entrambi i genitori“.

In primo grado, il padre del ragazzo “era stato condannato alla pena detentiva di 14 anni e mezzo per il reato di grave attentato alla sicurezza generale, legato alla custodia e alla mancata messa in sicurezza delle armi da fuoco utilizzate dal figlio per compiere il massacro. Ora la Procura chiede la pena di 14 anni e 11 mesi di carcere“. La madre, invece, “era stata condannata a 2 anni e 11 mesi per il possesso non autorizzato di munizioni, rinvenute durante le perquisizioni investigative. Per lei si chiedono 3 anni di carcere“.


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