BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
29.04.2026

“Bella Ciao” vietata alle elementari, dopo lo stop del sindaco pioggia di lettere di solidarietà alla scuola da parte dei genitori

Non si placano le polemiche sulla presunta censura alla canzone “Bella Ciao” nel corso delle celebrazioni del 25 aprile in una scuola nel cuneese. Come raccontato da La Tecnica della Scuola, il sindaco leghista del piccolo comune in cui si sono svolti i fatti avrebbe impedito agli alunni delle scuole elementari di intonare il canto simbolo della Resistenza, sostituendolo con l’inno occitano e un valzer della tradizione popolare. I genitori, però, non ci stanno. Come riporta La Stampa, all’istituto sono arrivare numerose lettere di “solidarietà alle maestre e ai bambini”, con la richiesta di continuare a “mantenere viva la memoria” a dispetto delle ingerenze della politica, invitata a rimare fuori dalle scuole.

A rispondere alle lettere, a nome del personale e degli studenti, è la dirigente dell’istituto. “È stato molto bello essere accolti da questa ‘onda calda’ di affetto e solidarietà”, ha detto al quotidiano torinese. “I toni dei messaggi sono assolutamente rispettosi, cosa che non è avvenuta purtroppo con il sindaco”. Quest’ultimo, infatti, sarebbe stato destinatario di parole violente, da cui la preside si è nettamente dissociata, ponendo l’accento sulle responsabilità delle reti digitali, veicolo di messaggi irricevibili. “Mi è stato riferito che ha ricevuto minacce e insulti pesanti sui social. Questo è molto grave e inaccettabile. I social andrebbero chiusi: i leoni da tastiera fanno sempre e comunque solo danni”.

Minacce, secondo la dirigente, sono state indirizzate anche al personale docente. “Anche alle maestre: epiteti, commenti volgari e consigli su che cosa dovrebbero fare, invece di fare politica”, ha detto ancora a La Stampa. L’istituzione scolastica, ha sottolineato, dovrebbe essere lasciata libera di svolgere il proprio ruolo educativo, senza essere coinvolta in polemiche pretestuose. “La scuola non fa politica”, ha concluso la preside. “Noi raccontiamo la storia, ricordiamo che cosa è accaduto, onoriamo chi ha fatto in modo che oggi noi possiamo esprimerci liberamente. Il resto, a noi, non interessa”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate