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Aggiornato il 20.11.2025
alle 16:03

Buono scuola di 1500 euro per chi iscrive ai figli alla paritaria, l’emendamento alla Legge di Bilancio diventa prioritario

Mentre la Legge di Bilancio continua il suo iter parlamentare, l’emendamento inserito all’ultimo minuto da Forza Italia e da Noi Moderati relativo al buono scuola di 1500 euro destinato a chi iscrive i figli alla scuola paritaria diventa prioritario.

Come riporta Il Sole 24 Ore, l’emendamento fa parte dei 414 segnalati al disegno di legge della manovra, considerati quindi prioritari.

Le critiche

La norma prevede, come riporta Il Corriere della Seraun voucher di 1.500 euro a figlio da destinare alle famiglie con Isee sotto i 30mila euro, che optano per un’istituzione scolastica paritaria, pesando così nelle casse dello stato per circa 20 milioni di euro.

Scudi levati da parte delle opposizioni e in particolare dal capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama: “Il centrodestra ci riprova. Come ogni anno presentano un emendamento alla manovra economica per dare maggiori risorse alle private. Un vero e proprio regalo che calpesta la Costituzione”.

Anche la senatrice M5S, Barbara Floridia all’attacco: “Ancora una volta la maggioranza che sostiene Giorgia Meloni ci racconta che “non ci sono soldi”, ma magicamente li trova per le scuole private. Per la scuola pubblica, invece, arrivano solo tagli”.

Ecco quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. “Per ogni figlio iscritto è previsto un contributo pari a 1.500 euro, con la possibilità di cumulare fino a un massimo di 5.000 euro per ciascun nucleo familiare. Per coprire il costo complessivo dell’iniziativa di circa 20 milioni di euro, si prevede un taglio al Fondo per gli interventi strutturali di politica economica”.

Per la FLC CGIL “si tratta di una scelta politica ben precisa, che sottrae risorse alla scuola pubblica, per destinarle, invece, a chi dispone già di alternative, mascherando questa operazione sotto la bandiera della libertà educativa. Il governo, che, a partire dal misero rinnovo del contratto ‘Istruzione e Ricerca’, continua a dichiarare che non ci sono soldi e che siamo in tempi di vacche magre, trova risorse per le scuole private, mentre per la scuola pubblica arrivano solo tagli”.

“Non è la prima volta che una simile iniziativa viene presentata. Già lo scorso anno, è stato avanzato un emendamento analogo, ma, a seguito delle polemiche, la proposta è stata ritirata. Quest’anno si sono trovate nuove risorse? No. La verità è che sono state accantonate e mortificate le vere priorità del sistema di istruzione, a partire dalla stabilizzazione dei precari e dalla retribuzione adeguata per un settore che rimane il peggio pagato della Pubblica Amministrazione” conclude la nota.

Suor Anna Monia: “Il buono aiuta a scegliere liberamente la scuola”

Suor Anna Monia Alfieri, membro dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia, aveva annunciato la riproposizione del suo “vecchio” cavallo di battaglia, proprio il Buono Scuola.

È una richiesta, ha detto la suora all’Ansa, che punta a rendere la parità scolastica più concreta di quanto sia attualmente: “ringrazio l’attuale governo di avere avuto il coraggio dei politici di un tempo” e avere messo in campo nuovi fondi, per esempio per gli alunni disabili, “ma ora chiedo il coraggio del Buono Scuola nazionale che aiuterebbe le classi sociali più svantaggiate a scegliere liberamente la scuola“.

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