Prima Ora - Notizie del 10 giugno 2026

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28.05.2026
Aggiornato alle 23:48

Caldo, pausa estiva lunga e calendario scolastico. Castellana (Gilda): “Scuola parcheggio? Ripensare intrattenimento dei ragazzi”

In questi giorni di fine maggio insegnanti e studenti stanno letteralmente boccheggiando: in molte città si stanno superando i 30 se non 35 gradi. Oggi, 28 maggio, quattro città sono da bollino rosso: Bologna, Firenze, Roma, Torino, come riporta La Repubblica.

In un dossier Ocse dello scorso marzo, ripreso da La Repubblica, dal titolo “Quali saranno i probabili impatti dell’aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?”, si parla degli effetti del caldo,

Le alte temperature influenzano l’apprendimento in modo diretto, peggiorando il benessere e le prestazioni cognitive, e indiretto, causando interruzioni nelle lezioni. Studi condotti sui dati PISA dimostrano che il caldo riduce i risultati dei test; ad esempio, ogni giorno supplementare sopra i 26,7°C riduce i punteggi degli studenti. La mancanza di aria condizionata aggrava queste perdite, specialmente per gli studenti più svantaggiati. E in molte città in questi giorni ci sono temperature più alte di quasi dieci gradi rispetto ai 26,7 indicati.

Intervistato dai microfoni di Tgcom24, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana ha commentato lo studio: “La situazione nelle scuole è pesante, l’edilizia scolastica italiana non è adeguata per queste esigenze, se pensiamo per esempio che meno del 10% delle classi sono climatizzate. Questo influisce molto sulla didattica, soprattutto perché molte classi raggiungono e superano i 30 alunni”.  

Sulle risorse messe in campo attraverso il Pnrr ha poi affermato: “Abbiamo sprecato molte occasioni, molti progetti e risorse potevano essere destinati all’edilizia, realizzando magari interventi più strutturali. Va rivista l’anagrafe di tutta l’edilizia scolastica perché abbiamo più di 40mila plessi che vertono, da Nord a Sud, nella stessa condizione”.

Infine, per quanto riguarda il calendario scolastico, Castellana ha dichiarato: “Ogni estate è sempre lo stesso problema. L’Italia è la nazione d’Europa con più giorni di scuola, i ragazzi hanno bisogno di una pausa. Il problema reale è legato alla fascia climatica dove viviamo, come noi anche Spagna e Grecia hanno un calendario simile al nostro e anche loro soffrono le ondate di calore”.

“Poi, spesso, sulla scuola si scarica tutto ciò che lo Stato non riesce a dare. Ripensiamo quindi – ha concluso – una formazione e un intrattenimento dei ragazzi e dei bambini perché il problema è il vuoto che in questi mesi di pausa lasciano le istituzioni, con enti locali che si fanno carico di questo, senza cercare la facile, ma inopportuna soluzione di pensare alla scuola come panacea di tutti i mali. E’ inevitabile pensare che in troppi, credono che la scuola sia un parcheggio”.

Condizionatori in classe, i dati

Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

Le parole di Valditara

Proprio su questi temi si è espresso in questi giorni il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. A livello nazionale abbiamo avviato la ristrutturazione di oltre 10mila plessi scolastici su un totale di 40mila. Questo significa anche, però, che solo una scuola su quattro nel breve periodo sarebbe in grado di affrontare cambiamenti di calendario scolastico: nel 75% dei plessi scolastici, quindi, si farebbe lezione con 40 gradi”.

Il sondaggio

Il calendario scolastico va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.

Dal sondaggio emerge chiaramente che determinate “abitudini scolastiche”, consolidate nel tempo, sembrano dure a morire: per oltre il 70% dei docenti, infatti, non bisognerebbe “spalmare” la pausa didattica nel corso dell’anno evitando di concentrarla solo in estate, così come aveva suggerito l’ex ministra del turismo Daniela Santanchè sostenendo anche di avere concordato la proposta con il titolare del Mim Giuseppe Valditara (il quale però ha precisato di non saperne niente, per poi rilanciare il Piano Estate 2026).

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