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Prima Ora | notizie del 2 luglio

02.07.2026

Caldo record, esami maturità a rischio, la protesta dei prof: “Aule roventi, dignità docente calpestata”

Con le temperature roventi di questi giorni, sostenere un colloquio d’esame è diventata una prova doppia: quella della maturità e quella del caldo. A pagarne le conseguenze non sono solo i candidati, chiusi in aula per pochi minuti, ma soprattutto le commissioni, costrette a restare per ore in ambienti privi di climatizzazione. È da Brescia che arriva una protesta formale: dieci insegnanti di Lettere di un Istituto agrario hanno scritto una lettera per denunciare condizioni di lavoro giudicate “non più tollerabili”.

L’allarme dei docenti bresciani

Come riporta il Corriere, una delle firmatarie spiega come abbiano dovuto affrontare “temperature oltre i limiti di vivibilità, senza alcun climatizzatore e solo con pochi ventilatori”. E precisa: “La situazione riguarda non solo noi, ma anche altri colleghi nell’istituto e la gran parte delle scuole italiane”. Nella lettera i docenti definiscono le condizioni “non consone alla dignità della funzione docente e, soprattutto, non compatibili con la tutela della salute di candidati e commissari”, sottolineando un paradosso: “mentre si richiede ai ragazzi la massima lucidità in una prova che decide il loro futuro, a chi dovrebbe accompagnarli viene negato il diritto a un contesto professionale minimo. Lo facciamo per senso di responsabilità verso gli studenti”.

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Le richieste alle istituzioni

I docenti chiedono a scuole, enti locali e politica di “prendere atto immediatamente di questa situazione” e di avviare interventi strutturali sugli edifici, ormai da anni al centro del dibattito sull’emergenza climatica nelle scuole. Nel frattempo domandano soluzioni immediate per le sessioni in corso, “allestendo spazi alternativi climatizzate, deroghe agli orari e minime dotazioni di base”. La lettera si chiude con un’amara riflessione, affidata agli stessi insegnanti: “La scuola non può essere l’unico luogo in cui si pretende il massimo risultato ignorando le condizioni minime per raggiungerlo”.

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