L’aumento del prezzo dei carburanti sta danneggiando i tantissimi lavoratori costretti a spostarsi quotidianamente con i propri mezzi o con mezzi pubblici che inevitabilmente continuano ad alzare i costi dei biglietti. Tra questi c’è una grande fetta che riguarda la scuola. Il personale scolastico che, anche nel nuovo anno in partenza fra pochi giorni, dovrà raggiungere la propria sede di servizio, è numeroso. E se da un lato i costi continuano a salire, gli stipendi restano gli stessi.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che le misure messe in campo dal governo non bastino a contenere la crisi. La formula del “bonus carburante” evidentemente è riduttiva. Occorre invece riconoscere la specificità della mobilità necessaria all’esercizio della funzione docente, distinguendo i costi direttamente collegati alla prestazione lavorativa da quelli derivanti dalle ordinarie scelte individuali di mobilità.
Il CNDDU propone pertanto che, nell’ambito delle misure contro il caro carburanti, venga valutata l’introduzione di un contributo per la mobilità professionale fino a 200 euro mensili destinato ai docenti fuori sede e pendolari e, in presenza di un effettivo aggravio economico, al personale docente con servizio articolato su sedi situate in comuni diversi.
L’importo dovrebbe essere graduato in relazione alla distanza effettivamente percorsa per esigenze di servizio, alla frequenza degli spostamenti, alle spese sostenute e alla concreta disponibilità di collegamenti pubblici compatibili con gli orari di lavoro. L’ISEE potrebbe concorrere alla definizione della platea dei beneficiari senza rappresentarne necessariamente l’unico parametro.
La situazione economica complessiva del lavoratore dovrebbe infatti essere valutata insieme all’incidenza di spese professionali oggettive e documentabili, così da indirizzare le risorse verso le condizioni nelle quali il costo della mobilità produce una più consistente erosione del reddito disponibile.
Il sostegno non dovrebbe inoltre essere circoscritto all’acquisto di carburante, ma poter concorrere anche alle spese per il trasporto ferroviario e pubblico locale.