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Caro libri, proposta Lega: acquisti in stock delle scuole, poi in comodato d’uso agli alunni

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Per combattere il caro libri si dovrebbero attivare i singoli istituti scolastici, i quali acquistando un alto numero di testi accederebbero a forti sconti per poi ripagarsi delle spese attraverso un contributo minimo da chiedere ad ogni iscritto. A sostenerlo è il senatore leghista Sergio Divina, presidente della Commissione di controllo sui prezzi e le tariffe del Senato, dopo aver avuto conferme sulla “” che le famiglie italiane si apprestano a spendere per i libri scolastici, “specie per le famiglie con più di un figlio che studia”.
Secondo Divina l’aspetto paradossale di questa situazione è che “ogni anno lo scenario è lo stesso: le case editrici ritoccano all`insù il prezzo dei libri, magari col pretesto di edizioni aggiornate; gli insegnanti in sede di adozione dei libri cambiano i testi; il mercato dei libri usati in conseguenza, non possiede l`edizione prescritta dalle liste rilasciate dai vari istituti scolastici“.
Nel frattempo, però, il potere d’acquisto delle famiglie italiane si è sempre più ridotto: spendere diverse centinaia di euro per permettere ai propri figli di studiare è diventato un “lusso” in molti casi non più sostenibile. Per il senatore della Lega, dunque, “nella pesante situazione di crisi economica in cui sono precipitate tante famiglie italiane è indispensabile agire per limitare al massimo i costi per chi frequenta la scuola superiore: se si vuole favorire la frequenza delle scuole superiori, è indispensabile mettere le famiglie nelle condizioni di non spendere cifre fuori la loro portata” e “agire sul costo dei libri di testo, spesso utilizzati durante la didattica scolastica solo per piccole parti, si può e si deve“.
Ecco quindi la proposta di Divina: all`atto dell`adozione dei libri di testo, senza quindi comunicare alle famiglie della necessità del loro reperimento, le scuole “provvedano pure all`acquisto in stock di tutti i volumi necessari usufruendo degli sconti che il mercato riserva normalmente a chi fa acquisti di volume e valore ingente. I libri così acquistati – prosegue il parlamentare – potrebbero venire concessi in comodato d`uso agli alunni iscritti alla scuola, previa la corresponsione di un contributo parametrato in una percentuale del prezzo d`acquisto sulla base del suo presumibile utilizzo“.
Si tratta di un progetto anche fattibile, attorno al quale si potrebbe effettivamente discutere coinvolgendo case editrici, distributori, associazioni delle famiglie e tutte le altri parti in causa. Peccato che giunga, altro male endemico italiano, a “giochi” ampiamente fatti. Almeno per l’anno scolastico alle porte. L’invito è quindi di condurla con determinazione, in modo da definirla (se ci sono le condizioni) in vista del 2012/13.
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