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Aggiornato il 17.11.2025
alle 11:29

Carta Docente, anche Anief lancia petizione: “Non ridurre l’assegno di 500 euro, trovare risorse in Manovra”

I docenti stanno fremendo: la Carta del Docente non è ancora attiva e probabilmente non lo sarà prima di febbraio. Ci sarebbero però novità: secondo il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, “a giorni SOGEI aprirà piattaforma per spendere 500 euro per il 2025 riservato agli attuali aventi diritto (docenti di ruolo e supplenti annuali). Dal 2026 anche supplenti al 30 giugno potranno accedere ma dopo certificazione dell’assegno complessivo che potrebbe essere ridotto per tutti con decreto MiM-MEF. Per evitare questo Anief ha chiesto un emendamento al disegno di legge di bilancio per finanziare il fondo di ulteriori 100 milioni di euro”.

Quindi, in sostanza quando arriverà la Carta Docente? A giorni dovrebbe essere accreditato il residuo dei 500 euro accreditati il 1° settembre 2024 per l’anno scolastico 2024/25 per docenti di ruolo e supplenti annuali. La Carta Docente 2025/2026 arriverà probabilmente tra gennaio e febbraio, con un importo, forse, ridotto.

Le petizioni

Nel frattempo sono state lanciate alcune petizioni: ieri abbiamo parlato di quella di Salvo Amato, diffusa sul gruppo Facebook Professione Insegnante, volta all’immediata attivazione del bonus.

Anche il sindacato Anief ha lanciato una petizione, con un’altra richiesta particolare: garantire la somma di 500 euro del bonus. “Si chiede pubblicamente di individuare i finanziamenti utili nella Legge di Bilancio, così da evitare che la sacrosanta estensione del diritto all’aggiornamento professionale ai precari con supplenza annuale, anche fino al 30 giugno, si traduca in una riduzione generalizzata dell’importo da 500 euro assegnato negli ultimi dieci anni”.

Carta Docente, chiesto incontro al Mim

Nel frattempo la Gilda degli Insegnanti con una richiesta formale inviata al Capo Dipartimento per il sistema educativo e formazione del MIM, ha rinnovato la volontà di incontro per le modifiche apportate al bonus Carta Docente, inerenti soprattutto alle tempistiche della sua ricezione.

“Abbiamo accolto positivamente l’estensione del bonus anche ai precari con contratto fino al 30 giugno, un diritto riconosciuto grazie ad una causa impugnata dalla Federazione Gilda Unams e accolta sia dalla Corte di Giustizia Europea, con l’ordinanza del 18 maggio 2022, sia dalla Corte di Cassazione. Tuttavia riteniamo lesivo lo slittamento di uno strumento che rappresenta uno dei pochi riconoscimenti concreti del lavoro docente”, questo quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

“Riteniamo fallimentare – spiega Castellana – una proroga così tardiva di un bonus che per gli insegnanti è un diritto, oltretutto, con l’anno scolastico che inizia a settembre, risulterà anche inutile e poco spendibile. Oltre a questo ritardo, si sommano quelli delle sentenze pendenti, vinte dai precari che hanno ottenuto, tramite ricorso, il riconoscimento della Carte del Docente”.

Carta docente, qualcosa si sta muovendo

Nel frattempo il portale della Carta Docente presenta nuove indicazioni, in particolare la frase “per spendere il bonus hai tempo fino al 31 agosto 2026”.

Nel frattempo è stata presentata un‘interrogazione parlamentare sulla Carta Docente: “Abbiamo presentato oggi un’interrogazione urgente a Giuseppe Valditara sul caos della Carta del Docente, perché la situazione è oggettivamente allarmante. La carta, pensata per sostenere aggiornamento e formazione dei docenti, con questo governo viene di fatto svuotata: importi ridotti sotto i 500 euro, attivazione rinviata a febbraio, e per i supplenti annuali praticamente inutilizzabile. Chi lavora fino a giugno non avrà tempo per usarla, una vera e propria beffa. Valditara deve metterci la faccia e rispondere al più presto anziché scappare come ha fatto questa settimana in aula: la scuola non può essere lasciata in attesa, la professionalità dei docenti non può essere presa in giro. La Carta del Docente va garantita pienamente e subito, senza scuse e senza ritardi. In ogni caso ci muoveremo in manovra per stare al fianco dei docenti beffati Da questo governo”, così il capogruppo M5S in commissione cultura alla camera Antonio Caso.

Questa la schermata esterna visibile da tutti al momento.

Carta docente, le novità

Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.https://bf6455112506e0624b723c5af49b4a9d.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-45/html/container.html

Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docenteEcco cosa cambia, come avevamo anticipato.

  • Si estende l’applicazione della Carta ad altri 190mila precari: si parla di assegnarla a supplenti annuali ma anche a quelli con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) nonché al personale educativo.
  • A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, la Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software, esclusivamente in occasione della prima erogazione della stessa e, successivamente, con cadenza quadriennale. Coloro che hanno percepito la Carta in uno degli anni scolastici precedenti al 2025/26, possono utilizzarla per l’acquisto di hardware e software nell’anno scolastico 2025/26 e, successivamente, con cadenza quadriennale;
  • La Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di servizi di trasporto di persone;
  • Sarà un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.

Carta Docente, è di 500 euro?

Ma la Carta rimarrà di 500 euro? Nel decreto c’è scritto che “l’importo della carta docente è determinato, sulla base delle risorse disponibili a legislazione vigente, in relazione al numero effettivo degli aventi diritto”.

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