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08.03.2026

Carta docente online dal 9 marzo: 383 euro anziché 500 e soldi alle scuole. Frassinetti (FdI): rimodulata. Latini (Lega): potenziata e più giusta

Andare oltre i 117 euro di riduzione della Carta del docente: assieme all’assegnazione a tutti i docenti di ruolo e supplenti annuali, prevista per domani 9 marzo, di 383 euro, anziché i canonici 500 introdotti nel 2015 con la Legge 107, dai ministeri di competenza arriveranno alle scuole anche 281 milioni da spendere sia per la formazione sia per l’acquisto di device da destinare agli stessi insegnanti e anche al personale Ata.

Alle lamentele di tanti insegnanti e dell’opposizione politica, capitanate dall’ex premier Matteo Renzi, il cui Governo ideò e introdusse la card per la formazione del corpo insegnante di ruolo, ha replicato prima il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara (che ha parlato di ampliamento della Carta e di nessun taglio): domenica 8 marzo sono arrivate le parole di difesa del sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti (FdI).

Frassinetti (FdI): rafforzate le opportunità di formazione

“Le polemiche sulla Carta del docente – ha replicato Frassinetti – sono del tutto strumentali. Questo Governo non ha tagliato le risorse, ma ha reso la misura più equa ed efficace, estendendola per la prima volta a oltre 250 mila docenti precari che per anni erano stati esclusi e il ritardo nell’attivazione della Carta è legato proprio al lavoro necessario a questo ampliamento e quindi alla rimodulazione del bonus.

Il sottosegretario ricorda che “accanto ai 400 milioni destinati alla carta” dal 2016, ma per una platea più piccola di beneficiari, “sono inoltre stati previsti ulteriori 281 milioni di euro di fondi europei per rafforzare le opportunità di formazione, consentendo alle scuole di sostenere direttamente l’aggiornamento professionale dei docenti e di mettere a disposizione strumenti e materiali didattici”.

Secondo Frassinetti, in definitiva, “si tratta quindi di un intervento che amplia la platea dei beneficiari, potenzia le risorse per la formazione e rafforza il sostegno al personale scolastico. Il Governo Meloni dimostra ancora una volta di voler valorizzare concretamente il lavoro di chi ogni giorno contribuisce alla crescita educativa nazionale”, ha concluso l’esponente dell’Esecutivo in carica.

Latini (Lega): la Carta non è stata tagliata

Anche Giorgia Latini, vicepresidente leghista della commissione Cultura della Camera ritiene che sul supporto alla formazione degli insegnanti italiani si stanno dicendo solo bugie e inesattezze: “Parliamoci chiaro – dice la deputata del Carroccio -, su la Carta docente Clemente Mastella e Matteo Renzi dicono fandonie: non è stata tagliata, è stata potenziata e resa più giusta”.

Clemente Mastella, segretario nazionale di NdC, aveva scritto sui social che “se vi erano delle distorsioni nell’utilizzo” della Carta del docente, “la strada giusta era renderlo più efficiente e più mirato, orientando la spesa verso strumenti realmente utili alla formazione e all’attività didattica, evitando utilizzi impropri e acquisti non attinenti. Non certo ridurre le risorse”.

Latini sostiene, invece, che “il ministro Valditara ha fatto quello che i governi precedenti non hanno mai avuto il coraggio di fare: ha esteso la platea a 253.000 precari finora esclusi, portando più equità nella scuola: le risorse complessive aumentano da 400 a 681 milioni e la misura diventa più ampia, mirata e inclusiva”.

“NdC e Iv – conclude la leghista – preferiscono le sterili polemiche contro il governo alle cifre vere e agli atti concreti. La Lega e il Ministro Valditara vanno avanti perché la scuola italiana merita fatti, non slogan elettorali”.

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