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19.08.2026

Classi pollaio, il divario: 17 alunni per classe in media al Sud, 20 al Nord

Quante scuole in Italia e quanti alunni per ogni classe? I dati dell’Osservatorio ScuolaGo restituiscono una fotografia precisa: 8.005 istituti distribuiti in 2.932 comuni, che accolgono 6.071.490 studenti suddivisi in 319.956 classi, con una presenza femminile ferma al 48,8% e una media nazionale di 19 alunni per classe.

Classi pollaio, esistono o no?

Si parla, all’interno dello studio, anche di classi pollaio. Dietro la rassicurante media nazionale di 19 alunni si nasconde la prima grande frattura geografica e strutturale. Se al Nord il rapporto sale a 19,9 alunni per classe, costringendo docenti e studenti a una convivenza spesso critica, al Centro si attesta a 19,5, mentre scende progressivamente al Sud (17,8) e nelle Isole (17,6).

I criteri per ciclo scolastico: qual è il numero massimo di alunni nelle classi iniziali?

Come riportato dal sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Dirigente scolastico organizza le classi iniziali di ciclo delle scuole in base al numero complessivo degli iscritti e assegna gli alunni alle sezioni tenendo conto delle scelte fatte dai genitori in fase di iscrizione. Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%. Il numero degli alunni nelle classi iniziali che accolgono alunni con disabilità non può superare il limite di 20.

Ecco le differenze nei criteri per ordine di scuola, secondo quanto previsto dal Dpr 81/2009 dell’allora ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Scuola dell’infanzia

Le sezioni della scuola dell’infanzia sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni (prima, secondo il decreto ministeriale n. 331 del 1998, erano minimo 15 e massimo 25), salvo l’accoglienza di alunni con disabilità. Eventuali iscritti in eccedenza dovranno essere ridistribuiti tra le diverse sezioni, senza superare il numero di 29 alunni per sezione.

Scuola Primaria

Le classi della scuola primaria sono costituite con un numero minimo di 15 e un massimo di 26 alunni (prima, secondo il decreto ministeriale n. 331 del 1998, erano minimo 10 e massimo 25), salvi i casi di presenza di alunni con disabilità. Eventuali iscritti in eccedenza dovranno essere ridistribuiti tra le diverse classi. Le classi a tempo pieno si formano quando il numero degli iscritti lo consente. Nei comuni di montagna, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi con un numero minimo di 10 alunni.

Scuola Secondaria I grado

Le classi della scuola secondaria di I grado sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 27 studenti (prima, secondo il decreto ministeriale n. 331 del 1998 erano minimo 15 e massimo 25). Eventuali iscritti in eccedenza vanno ridistribuiti tra le diverse classi, senza superare il numero di 28 studenti. Si procede alla formazione di un’unica classe quando il numero degli iscritti non supera le 30 unità. Nei comuni di montagna, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche si costituiscono classi anche con studenti iscritti ad anni di corso diversi, con un numero massimo di 18.

Scuola secondaria di II grado

Le classi della scuola secondaria superiore sono costituite con un numero minimo 27 studenti (prima, secondo il decreto ministeriale n. 331 del 1998 erano minimo 25). Eventuali iscritti in eccedenza sono ridistribuiti nelle classi dello stesso istituto, sede coordinata e sezione staccata, senza superare il numero di 30 studenti per classe. Le classi del primo anno di corso delle sedi coordinate e delle sezioni staccate e aggregate, le sezioni di diverso indirizzo o specializzazione funzionanti con un solo corso devono essere costituite con un numero minimo di 25 studenti.

La riforma Gelmini

Insomma, la riforma Gelmini ha innalzato il numero minimo e il numero massimo per la formazione delle classi iniziali. In molti considerano questa riforma come la causa del proliferare delle classi pollaio e della tendenza alla crescita delle dimensioni delle classi in termini di numero di alunni.

C’è da dire che il comma 84 della legge 107/2015, la Buona Scuola di Renzi, stabilisce che “il dirigente scolastico, nell’ambito dell’organico dell’autonomia assegnato e delle risorse, anche logistiche, disponibili, riduce il numero di alunni e di studenti per classe rispetto a quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, allo scopo di migliorare la qualità didattica anche in rapporto alle esigenze formative degli alunni con disabilità”.

Classi pollaio vs norme di prevenzione incendi

In ogni caso, ricordiamo che il DM 26 agosto 1992 “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica” del Ministero degli Interni stabilisce che le aule scolastiche non devono contenere più di 26 persone (25 alunni + 1 docente o 24 alunni in caso di 2 docenti). Questa disposizione, quindi, non viene sempre rispettata.

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