Sta facendo discutere la scelta del deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, di depositare un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, contentente una lista con oltre 40 scuole, chiedendo che vengano attuate delle verifiche.
Il motivo? A suo dire queste scuole non avrebbero celebrato a dovere il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo istituito per commemorare le vittime delle Foibe. Secondo gli interroganti, in molte istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione non sarebbe stato dato seguito alle iniziative auspicate dal Ministro.
La ricorrenza era stata istituita con la legge 92 del 30 marzo 2004 “e – come sottolineano nella loro interrogazione i deputati – ha previsto l’istituzione del ‘Giorno del Ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Con la legge numero 16 del 2024 sono state rafforzate le iniziative per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell’e”Isodo giuliano-dalmata, specialmente nelle giovani generazioni.
“In occasione di tale giorno – sottolineano i deputati firmatari del documento – sono molteplici le iniziative promosse dal Ministero dell’istruzione e del merito, tra le quali convegni, incontri e dibattiti volti a diffondere, in tutte le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, la conoscenza delle vicende storiche del confine orientale, così da conservarne la memoria e valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia”.
“In occasione del ‘Giorno del Ricordo’ – si legge ancora nell’interrogazione – il Ministero invita le istituzioni scolastiche, anche in considerazione della rilevanza attribuita al tema della ‘centralità della persona’ nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, a promuovere momenti di riflessione sul significato e sul valore della ricorrenza”.
Il dirigente di una delle quaranta scuole ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Repubblica: “L’ho scoperto dai giornali. Peraltro il Giorno del ricordo è stato celebrato in più occasioni e da più classi. Siamo stati al Treno del ricordo che quest’anno passava da Bologna, tra l’altro di sabato. Cinque delle nostre classi sono state in gita a Lubiana e Trieste e in quell’occasione gli studenti sono andati in visita alla foiba di Basovizza. Mi risulta che gli insegnanti nelle classi ne abbiano parlato”.
“Quindi non è affatto vero che la scuola che dirigo non abbia valorizzato il Giorno del ricordo, anzi se c’è un anno in cui, senza che ce l’abbia chiesto nessuno, abbiamo organizzato iniziative sulle Foibe è questo”.
In ogni caso il preside reputa il fatto “molto grave”. “Quando girano le liste non è mai indice di un buon clima. In ogni caso reputo faccia parta dell’autonomia degli insegnanti decidere quale livello di approfondimento dedicare a un determinato argomento”, ha concluso.
“Come si può sapere cosa accade davvero nelle classi?”, dice un dirigente scolastico romano che preferisce restare anonimo.
Flc Cgil, oltre a chiedere a Valditara di prendere le distanze dall’interrogazione, parla di una “lista nera che introduce un clima di pressione, intimidazione e vigilanza politica”. Perché, sottolinea Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, “l’autonomia degli istituti va compresa anche sulla base delle opportunità di ogni anno scolastico”.
Avs, intanto, ha depositato un’interrogazione affinché venga bloccata la ricognizione. Il Pd infine definisce la vicenda “inquietante”. Rampelli risponde così: “L’autonomia scolastica non può rinnegare le leggi dello Stato”.