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Concorso scuola straordinario, quando arriverà il bando?

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La fumata nera al Consiglio dei ministri evidenziato anche dai sindacati, in merito al concorso straordinario per la scuola secondaria (ed il PAS), porta a pensare che la procedura di stabilizzazione dei precari sia lontana dalla risoluzione. Il Ministro ha più volte riferito di avere tutto pronto, ma senza il veicolo parlamentare l’intesa Miur-sindacati non vedrà alcuno sbocco.

Concorso scuola 2019: la politica rallenta tutto

Alla base di tali ritardi, com’è noto, c’è la diversa veduta di opinioni fra M5S e Lega, che non riescono a trovare ancora un accordo. Accordo invocato anche dal senatore leghista Pittoni, che su Facebook ricorda: “Sono decine di migliaia le famiglie di precari della scuola interessate all’attuazione dell’intesa fra ministero dell’Istruzione e rappresentanze sindacali con l’imprimatur del Presidente del Consiglio, che affronta concretamente il problema del precariato storico nel rispetto del punto 22 del contratto di governo”.

La procedura del concorso scuola 2019 riservato finalizzata alla stabilizzazione prevede:
  • l’accesso ai docenti con tre annualità di servizio nella scuola statale maturate negli ultimi 8 anni
  • il requisito di avere svolto almeno 1 anno di servizio nella classe di concorso specifica per la quale si concorre
  • la valorizzazione del servizio prestato
  • una prova scritta computer based
  • una prova orale non selettiva

La procedura conferirà a tutti i vincitori l’abilitazione.

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Ma a questo punto, se la situazione politica non dovesse sbloccarsi a breve, l’ipotesi di avere il regolamento ed il bando del concorso docenti entro l’estate diventa sempre più difficile, se non addirittura improbabile. Con evidenti conseguenze a catena che porterebbero solo in autunno le istanze di partecipazione.

Concorso scuola 2019: per la secondaria attendono anche i neolaureati con 24 CFU

La faccenda concorso straordinario scuola secondaria è però legata a doppio filo, con ogni probabilità, alla procedura ordinaria: infatti, se è previsto un concorso docenti 2019 riservato ai precari con 36 mesi di servizio per 24 mila posti, sappiamo che altri 24 mila saranno banditi per i laureati con 24 CFU. L’idea di Viale Trastevere, sarebbe quella di far camminare parallelamente i due concorsi.

Potranno partecipare al concorso ordinario, infatti, tutti i candidati in possesso della laurea magistrale ma privi di abilitazione. A questo requisito, tuttavia, deve essere aggiunto il possesso dei 24 CFU, ovvero crediti formativi universitari nelle “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”, che restano requisito d’accesso come previsto dal Decreto Legislativo n. 59/2017.

Pertanto, per partecipare al prossimo concorso docenti non sarà necessario possedere un’abilitazione all’insegnamento (TFA o SSIS).

24 CFU, cosa sono e come acquistarli per diventare insegnante

Per quanto riguarda i posti banditi per il sostegno, oltre ad i requisiti dei posti comuni, sarà necessario avere la specializzazione sul sostegno.

Saranno moltissimi i neolaureati, che senza abilitazione potranno accarezzare l’idea di superare un concorso docenti 2019 e dopo alcuni mesi sedersi in cattedra ancora in giovane età.

Dopo il concorso docenti 2019: solo un anno di formazione e prova

Chi vincerà il concorso scuola secondaria, accederà ad un “percorso annuale di formazione iniziale e prova“. Questo percorso sarà quindi annuale, ovvero, il docente dovrà frequentare questo anno di “transizione” alla cattedra definitiva. Prima però sarà necessaria una valutazione finale.

E’ stato abolito, infatti, il sistema di formazione iniziale adottato dal decreto Legislativo n. 59/2017, in merito ai tre anni di formazione iniziale e tirocinio che i vincitori di concorso dovevano sostenere prima di entrare in ruolo.

Un volta superato l’anno e confermato in ruolo, il docente vincitore del concorso docenti dovrà restare altri quattro anni nella stessa scuola in cui ha superato l’annualità di formazione e prova, per un totale di cinque anni di blocco sulla stessa sede.

 

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