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04.06.2026
Aggiornato alle 16:48

Consenso informato, ddl approvato al Senato: è legge. Valditara: “Non si potrà fare educazione affettiva? Non è vero”

Oggi, 4 giugno, il ddl sul consenso informato è stato approvato al Senato con 78 voti favorevoli e 38 contrari ed è diventato legge. Il disegno di legge era infatti già stato approvato alla Camera lo scorso dicembre. Lo riporta Il Corriere della Sera.

Le parole di Valditara

“Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri”, questo il commento del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“Approfitto anche per chiarire alcuni aspetti che sono stati strumentalizzati. Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il Governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia. Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori”, ha aggiunto Valditara.

“Con questa legge proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata. Ringrazio la maggioranza parlamentare per il grande lavoro fatto a sostegno di una riforma storica”, ha concluso il Ministro.

Cosa dice il ddl

Il ddl, come ricordato dal nostro giornale, stabilisce che l’educazione sessuale potrà essere proposta alle scuole medie e superiori solo agli studenti per cui sia stato espresso il consenso preventivo dei genitori. Restano escluse le scuole dell’infanzia e le elementari, “fatto salvo… quanto previsto dalle indicazioni nazionali“.

Queste ultime, scrive ancora Repubblica, comprendono solo contenuti di base come anatomia, differenze biologiche, funzioni riproduttive e malattie sessualmente trasmissibili, mentre empatia e rispetto restano nell’ambito dell’educazione civica.

LEGGI IL NOSTRO FOCUS SU EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE NELLE SCUOLE

Il ruolo dei docenti e dei genitori

Il ddl è composto da tre articoli. All’articolo 1 viene stabilito che “le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni” e che tale consenso deve essere acquisito dopo aver messo a disposizione il materiale didattico previsto.

L’articolo 2 disciplina invece il coinvolgimento di esperti esterni: secondo quanto riporta il quotidiano, esso sarà possibile solo previa deliberazione del collegio dei docenti e approvazione del consiglio d’istituto. criteri di selezione, si legge ancora nel testo, dovranno basarsi su titoli, esperienza e coerenza con finalità educative e livello di maturazione degli studenti.

Infine, l’articolo 3 del ddl specifica che “dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Si tratta di un provvedimento destinato a incidere sull’organizzazione delle attività educative nelle scuole italiane.

Le reazioni

Il ddl è criticato dalle opposizioni. Ecco alcune reazioni. “Il consenso informato in ambito scolastico affronta una delle più grandi emergenze educative del nostro tempo con strumenti sbagliati. Nelle scuole crescono il disagio psicologico, il bullismo, l’isolamento sociale e le difficoltà relazionali di ragazze e ragazzi. Di fronte a questa realtà servirebbero ascolto, prevenzione e investimenti nell’educazione. Invece, questo provvedimento risponde con nuovi adempimenti burocratici e con l’obbligo del consenso preventivo per attività fondamentali legate all’affettività, al rispetto e alla sessualità. Il rischio è trasformare le famiglie in arbitri dei contenuti scolastici, limitando la libertà di insegnamento e creando differenze tra studenti della stessa classe. Una scelta che indebolisce il ruolo della scuola pubblica proprio quando dovrebbe essere più forte e presente. Noi proponiamo una strada diversa: introdurre in modo strutturale l’educazione alle relazioni e ai sentimenti, insegnando il rispetto reciproco, la gestione delle emozioni, il valore del consenso e il rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione. La prevenzione non si costruisce dopo le tragedie, ma prima. Si costruisce formando giovani consapevoli, capaci di riconoscere il rispetto, la libertà e l’uguaglianza come valori fondamentali. Per questo diciamo no a una legge che guarda alle procedure e non alle persone. 

Per questo motivo ho già depositato un disegno di legge n. 1334 che intende introdurre un’ora aggiuntiva di educazione emotiva nelle scuole. I nostri ragazzi meritano una scuola che li ascolti, li accompagni nella crescita e li aiuti a diventare cittadini liberi, responsabili e consapevoli”, così la senatrice M5S Vincenza Aloisio intervenendo in aula.

“Dire che questo vergognoso ddl è anacronistico e antiscientifico è il minimo”, ha affermato Daniela Sbrollini di Italia Viva. Per Avs, ha sottolineato Peppe De Cristofaro, si tratta di “un provvedimento ipocrita che riflette un’ossessione ideologica della maggioranza”. Voto “fermamente contrario” anche dal gruppo del Movimento 5 stelle, mentre la dem Cecilia D’Elisa ha sostenuto che “la maggioranza si assume una grave responsabilità” facendo diventare legge il ddl Valditara.

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