Per il ministro Giuseppe Valditara si tratta di un “risultato straordinario”, che mette al passo la scuola sulla contrattazione dopo anni di ritardi. Parliamo della firma della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale 2025/2027, avvenuta il 1° luglio all’Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. La Gilda degli Insegnanti, però, smorza gli entusiasmi. “Non si contratta quasi nulla”, ha detto il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana nell’ultima puntata di Scuola Talk, la trasmissione di attualità de La Tecnica della Scuola. “Le risorse sono stanziate e ci si deve accontentare. Firmiamo perché altrimenti non potremmo partecipare nemmeno alle contrattazioni di secondo livello, ma questo sistema non recupererà mai il gap con il resto del pubblico impiego o con l’Europa”.
Per il coordinatore della Gilda, il comparto si trova “in una gabbia contrattuale” dalla quale i tre successivi rinnovi firmati sotto la gestione Valditara (il CCNL 2019/21 nel gennaio 2024, il 2022/24 a dicembre 2025 e il 2025/27, appunto, nel 2026) non sono serviti a uscire. “Gli aumenti percentuali sono uguali per tutti, ma se io guadagno meno, la forbice rispetto a chi guadagna di più aumenta”, ha ribadito Castellana ai nostri microfoni. “Serve uno stanziamento perequativo solo per la scuola, per pareggiare gli stipendi a parità di titolo di studio: un laureato nella scuola prende in media il 30% in meno rispetto a un laureato in altri settori della Pubblica Amministrazione”. Al netto dei trionfalismi, insomma, le difficoltà della categoria in tema di salari sarebbero tutt’altro che risolte.
“Se vogliamo i migliori insegnanti, dobbiamo pagarli bene, altrimenti chi è bravo sceglierà altre strade”, ha aggiunto il coordinatore nazionale della Gilda. “La mia proposta è di scorporare il contratto scuola dal comparto che comprende università e ricerca”. Una proposta che Castellana – che durante la trasmissione ha commentato anche il sondaggio della Tecnica dedicato alla carta del docente, in particolare sul tema delle agevolazioni sui trasporti – assicura di voler continuare a portare avanti, anche dopo la fine di questa tornata di contrattazione. “Dobbiamo pensare ad aree contrattuali separate per docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario“, conclude il dirigente del sindacato, “valorizzando le qualità professionali con risorse ad hoc, seguendo magari il modello universitario”.