Paolo Crepet a ruota libera. Lo psichiatra e sociologo ha detto la sua, in modo come sempre polemico e critico, sui giovani e sulla scuola, ai microfoni di Adnkronos.
Ecco la sua proposta non proprio velata: “Vogliamo favorire l’auto imprenditorialità dei giovani? Bene, escano di casa a 18 anni. In Italia ci sono due fattori che ti castrano: sei protetto e troppo controllato. Se sei protetto e controllato non puoi e non vuoi sbagliare, hai paura del giudizio. Quindi la prima cosa è andare via di casa”.
“Finché stai con la mamma non puoi sbagliare. Se sei solo in Wisconsin, ti tocca. Abbassare l’età in cui si consegue la maturità. E’ unfair che ad Amsterdam a 18 anni i ragazzi siano diplomati ed in Italia invece lo siano a 19. Perché nessuno lo dice? Perché nessuno ha mai fatto proposte di riforma di questo tipo?”, ha aggiunto.
L’Italia è fanalino di coda tra i Paesi Ue per imprenditorialità giovanile e tra gli ostacoli alla nascita di nuove imprese ci sarebbe la paura del fallimento (Rapporto Italia Generativa). Perché? Ecco la risposta di Crepet: “Perché il giudizio non c’è più. A scuola ci sono i non-voti. Se per 18 anni non vieni giudicato, è evidente che poi i ragazzi abbiano paura di esserlo, quindi abbiano paura di sbagliare. Mi ripeto, per uscirne la ricetta è: via da casa a 18 anni; ripristino dei voti. Sbagli? Ci devi riprovare”.
“Servono bravi, non raccomandati. E non giovani che sperano di guadagnare tanto facendo poco con start up di tecnologie digitali per diventare milionari. Il 98% muore in un anno. Non si può pensare di fare la furbata. Per diventare grande devi fare cose inutili, non oriented. Amano l’intelligenza artificiale che ti dà quello che vuoi; che è un consenso reiterato; che è conservatrice, non ti vuole fedifrago. Infatti proviene da un mondo conservatore come quello della Silicon Valley. E’ contro il tradimento come i vecchi preti di campagna”, ha aggiunto.
“Devo dirlo: alle conferenze è uno strazio. Non se ne può più di sentire parlare solo di fuga dei cervelli, che se ci sono devono fuggire. Perché noi siamo un popolo di sfigati comandato da sfigati dove meno fai e più sei apprezzato: morosa dello stesso quartiere, tutte uguali, con lo stampino; no Erasmus, stai a casa da mamma che ti prepara gli gnocchi; rapper… A noi invece piaceva la musica, che è cultura. David Bowie. Il diverso che non è una bestemmia”.
“Oggi piace Sfera Ebbasta. Impressionante. Dieci ragazze clonate: tutte lo stesso vestito, la stessa abbronzatura. Le donne dei nostri miti non erano cloni, erano diverse. Quella è la bellezza. Andatevene di casa, siate diversi, ribelli e non abbiate paura di sbagliare che è godere. Se non sbagli non godi. Sbagliando si cresce”, ha concluso.