Da due giorni non si parla d’altro: il trapper Sfera Ebbasta si è presentato, sabato 5 settembre, allo stadio San Siro, alla partita Inter-Napoli, accompagnato da dieci ragazze, tutte vestite di nero, che hanno preso posto accanto e dietro a lui.
Una scena che sembra una trovata di marketing, fatta per far parlare di sé. Il gesto del 33enne non è stato gradito dal pubblico: le ragazze, ovviamente di bell’aspetto, sembravano meri oggetti da esibire. C’è anche chi però minimizza, dicendo che probabilmente le donne stavano semplicemente lavorando ed erano sicuramente consezienti.
Lo psicoterapeuta Alberto Pellai ha condannato il gesto: “La scena celebrata da moltissimi media e diventata virale è un concentrato di stereotipi di genere che dovrebbe far riflettere tutti, adulti e giovanissimi. Il paradosso oggi sta nel fatto che da ogni parte si invoca all’educazione di genere e alla rimozione degli stereotipi di genere. A scuola si inventano progetti, si mobilitano specialisti e formatori. I ragazzi sembrano afferrare il messaggio, desiderare cambiamenti che appaiono così funzionali al loro benessere sociorelazionale ed emotivo. Nel frattempo, la loro cultura ‘mainstream’ continua a bombardarli di immagini e messaggi che affermano l’esatto contrario.
Un uomo con dieci ragazze, lui davanti loro dietro. Tutte vestite uguali, praticamente in divisa. Di lui sappiamo tutto, di loro non sappiamo nemmeno il nome. Viene in mente il documentario ‘Il corpo delle donne’ di Lorella Zanardo che anni fa aveva raccontato al mondo il ruolo decorativo del corpo femminile all’interno di tutte le trasmissioni della Tivu generalista. Era il 2009 e dopo quasi 20 anni siamo praticamente ancora lì. Solo che allora questa cosa veniva vista per ciò che era: un gigantesco stereotipo culturale da ribaltare. Oggi viene raccontata come qualcosa da celebrare; online ho letto anche l’aggettivo ‘colossale’ per definire tale scena e tale ingresso. Scrivere queste cose oggi è spaventosamente impopolare. Ma al tempo stesso è troppo necessario”.
Il docente e scrittore Enrico Galiano ha pure pubblicato un video sul tema. “Ah che bello quando qualcuno butta via tutto il tuo lavoro. Noi ci facciamo un **** assurdo. Tutti i giorni a lavorare, parlare di parità di genere, di diritti, fare la dissezione di articoli, di manifesti, cerchiamo di combattere questa roba qua perché è sbagliata, e poi accendono la tv. Allora cosa ci stiamo a fare?”.